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Disney svela i dettagli del suo servizio di streaming. Ecco come sarà - Engage.it 1

Nella terza giornata del Salone del Mobile di Milano siamo andati alla ricerca dei migliori espositori delle biennali Euroluce Workplace 3.0 che, come da tradizione, vengono realizzate negli anni dispari.

Se per Euroluce, il Salone Internazionale dell’Illuminazione, la visita agli stand è stata più semplice, grazie a dei padiglioni completamente dedicati (dalla hall 9 alla hall 15), per Workplace 3.0, la fiera dedicata al design ed alla tecnologia nell’ambiente di lavoro, non lo è stato altrettanto.

Infatti, il Salone del Mobile quest’anno ha lanciato una nuova interpretazione dell’ufficio, che viene pensato più vicino alla collettività e che riflette il cambiamento vissuto di recente, cioè la trasformazione in uno spazio più fluido, dinamico e contaminato da altre attività quotidiane. Quindi, il nuovo format della biennale dedicata all’ufficio vede una presenza diffusa delle 52 aziende espositrici nei vari padiglioni del Salone. Di conseguenza, se non si conoscono bene questi espositori, è difficile poterli trovare subito.

Ma non scoraggiarti, nulla è perduto!. Proseguendo nella lettura, oltre a poter scoprire quali sono gli stand di Euroluce, che con le loro lampade di design cattureranno il tuo sguardo e ti faranno camminare con lo sguardo sempre rivolto all’insù, ti daremo tutte le coordinate e le informazioni a riguardo di quelle aziende che sono state in grado di ridefinire gli arredi di ufficio con nuove formule pensate per lo smart working, l’home working ed il coworking.

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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