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La distopia 5 Stelle 1
Interrogarsi sulle reali radici culturali e ideologiche del Movimento 5 Stelle è stato uno degli esercizi più diffusi nel discorso pubblico degli ultimi tempi. La retorica e soprattutto le politiche pubbliche pseudo-popolari promosse da giugno a oggi hanno contribuito, offuscandone i contorni, a rendere meno limpida una struttura organizzativa fatta di relazioni interne dal netto stampo verticistico, e a distrarre dalla pressoché totale assenza di un serio progetto a lungo termine per il Paese. Ad aiutarci nella comprensione di un fenomeno che prima di categorizzare come politico dovremmo forse considerare nella sua dimensione sociale, oggi, ci sono due libri, due inchieste che vivisezionano le parti in gioco e sintetizzano, spogliato dalla propaganda di copertura, il nucleo vitale della prima forza politica italiana. Il primo è L’Esecuzione di Jacopo Iacoboni (Laterza), giornalista de La Stampa che alla vigilia delle politiche di un anno fa aveva già pubblicato con lo stesso editore L’Esperimento; il secondo, Il sistema Casaleggio (Ponte Alle Grazie), è firmato da Nicola Biondo e Marco Canestrari: entrambi hanno alle spalle un passato nella rete di cui parlano ed entrambi sono coautori di Supernova, la loro prima inchiesta sul Movimento.

Sono due libri molto simili, che per alcuni aspetti si sovrappongono e per altri sono invece complementari. Con L’Esecuzione Iacoboni stringe la lente d’ingrandimento con particolare cura sulla fitta rete di relazioni transnazionali tra il M5S e la alt-right globale, unendo di pagina in pagina i punti che connettono Brexit e i suoi finanziatori con (la ex) Cambridge Analytica, le relazioni del governo italiano con i più radicali sovranisti europei, fino al ruolo di frontman svolto da Steve Bannon come portavoce di The Movement, ovvero la cosa più simile ad una internazionale sovranista – per quanto abbia senso parlarne in questi termini – che esista al momento. Scrive Iacoboni: «Mentre gli opinionisti italiani si chiedono se il Movimento non sia in fondo più vicino al centrosinistra, la realtà non solo è platealmente diversa, ma le reti personali di relazioni sono al lavoro da anni e vanno in direzione opposta alla sinistra». Un concetto sul quale nelle sue pagine avrà premura di tornare spesso, così come ci torneranno – pure con altri termini – Biondo e Canestrari.

In chiave nazionale l’inchiesta di Iacoboni è originale in particolare per un aspetto: perché ricostruisce già a partire dal primo capitolo un legame, quello tra Movimento e Lega, che si è consolidato con molta meno fatica di quanto le apparenze non ci abbiano detto nel corso di questo anno. Sono due esperimenti, sostiene Iacoboni, che pur avendo storie diverse e provenendo da epoche diverse, condividono una cassetta degli attrezzi e alcune convinzioni comuni (la sfiducia verso lo stato centrale, la sostanziale chiusura ad una idea di società multietnica), e che non hanno mai nascosto simpatie reciproche (Bossi e Gianroberto Casaleggio avevano un sincero rapporto di stima). Se entrano in conflitto, conclude, non è per via della loro diversità, ma perché si contendono lo stesso campo.

Sorgente: La distopia 5 Stelle

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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