fbpx

L’Earth Day ci ricorda che anche la comunicazione può aiutare a salvare il pianeta 1

L’appuntamento con l’Earth Day, che si celebra in tutto il mondo il 22 aprile, diventa ogni anno sempre più importante.

Le nostre azioni passate hanno avuto un impatto negativo sul mondo che ci circonda, e purtroppo ce ne stiamo accorgendo solo ora. Tardi? Forse no, grazie a questa nuova consapevolezza e questo rinato rispetto per l’ambiente che sta crescendo soprattutto negli animi più giovani.

La comunicazione in questo caso gioca un ruolo importante; il mondo dell’advertising ha sempre avuto il ruolo di amplificare i messaggi commerciali, influenzando brand perception e acquisti. Cosa accadrebbe, quindi, se assumesse in modo sempre più cosciente questa responsabilità e portasse a un cambiamento di usi e abitudini di consumo, facendoci rendere conto di quello che sta succedendo al nostro pianeta?

LEGGI ANCHE: Earth Day 2019: ecco quali sono i brand che vogliono salvare il pianeta

Ecco alcune campagne degli ultimi anni che possono farci riflettere oggi.

WWF

Le sue campagne durante i diversi Earth Day hanno scosso gli animi di noi consumatori aiutandoci ad aprire gli occhi sul mondo che ci circonda.

WWF ha scelto di parlare attraverso le immagini, per adattarsi al nuovo mondo, veloce, bombardato da fotografie, e sempre meno attento al dettaglio, per colpire, stupire e, soprattutto, far riflettere.

#Toolategram, lanciata lo scorso hanno, è stata una campagna da ricordare perché ha parlato dei cambiamenti climatici utilizzando un linguaggio di comunicazione che ritroviamo nella nostra quotidianità: le immagini di viaggi nei feed di Instagram.

Se i luoghi che in tanti sognano di visitare in realtà ora fossero cosi diversi e poco attraenti? Quale sarebbe la causa?

Sorgente: L’Earth Day ci ricorda che anche la comunicazione può aiutare a salvare il pianeta

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

Leave a Reply