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Come il marketing sta dando un boost al mercato della birra artigianale italiana 1

Le birre artigianali conquistano sempre più appassionati e, a seguito di una maggiore domanda, sono stati aperti nuovi microbirrifici che oggi ammontano a circa 893, di cui la maggiore concentrazione si registra in Lombardia con oltre 100 unità produttive.

Fino a pochi anni fa, la birra era vista come una bevanda di valore inferiore rispetto al vino,  ritenuto più complesso e più “nobile”.

Oggi, grazie ad una commistione di fattori diversi, ha acquisito una nuova identità, destando interesse anche nell’alta ristorazione; nel 2005, un birrificio piemontese è stato il primo a proporre le proprie birre in questo mondo.

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I consumatori stanno cambiando radicalmente i propri gusti e il proprio modo di pensare, iniziando a comprendere e a premiare tutti quei prodotti capaci di comunicare i valori di un territorio e delle culture locali, abbandonando così il segmento mainstream per esplorare sapori sempre più raffinati e conoscere brand nuovi ed indipendenti.

Il digital marketing riveste un ruolo importante nell’ascesa della birra artigianale italiana, perché consente di andare al di là delle semplici caratteristiche di prodotto, raccontando la storia e le persone che hanno contribuito alla sua creazione.

In questo modo, il birrificio non vende solo un buon prodotto ma anche un’esperienza, rendendo così ogni sorso più piacevole; storytelling, foto e video del backstage e utili tips, diventano una costante e la quotidianità viene percepita come straordinaria.

I nostri potenziali clienti sono radunati in  una sorta “piazza virtuale”, in cui l’aspetto e il linguaggio la fanno da padrone.

Sorgente: Come il marketing sta dando un boost al mercato della birra artigianale italiana

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.