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Comunicare il mondo del cibo e del vino con l’avvento dei social si è arricchito di nuove sfumature, punti di vista e visioni che fino a 15 anni fa erano impensabili.

Dai social e in particolar modo da Instagram, sono nate tendenze, stili, nuovi piatti e ricette che dal web si sono diffusi nel mondo reale.

Sempre più ristoranti, chef stellati, marchi alimentari e della grande distribuzione, aziende nel mondo beverage si sono affacciati nell’Instagram world utilizzandolo come strumento per diffondere conoscenza, gusti, tendenze e sensazioni.

Ma comunicare fragranze, sapori, aromi e consistenze soprattutto su Instagram non è semplice. Sono i contenuti fotografici o video che devono supportare le parole delle caption.

L’unicità di un luogo, i profumi sprigionati da un piatto e la prelibatezza di un ingrediente sono qualcosa che si prova, si sente e di cui ci si innamora e che possono essere trasmessi solo raccontando una storia.

5 casi di successo di marketing enogastronomico su Instagram

Quello che sempre più premia nel settore enogastronomico anche su Instagram è la capacità di comunicare in maniera semplice, diretta, fornendo informazioni utili al nostro pubblico. Coltivare relazioni, incuriosire, suggerire e proporre piatti, far venire l’acquolina in bocca, raccontare storie e prodotti. E magari dare spazio alla creatività e nuovi format comunicativi.

Viviamo nell’era del ‘Snap it before you eat it’, per cui prima di scegliere un prodotto o un ristorante in cui consumare il nostro prossimo pranzo, ci lasciamo ispirare dai contenuti che troviamo sui social.

Secondo l’ultima analisi presentata da Facebook pochi giorni fa, solo negli Stati Uniti il 36% degli utenti tra i 18 e i 34 anni interagisce con contenuti legati al mondo del cibo ogni settimana e il 44% condivide contenuti sui social media che hanno come protagonista il cibo.

Abbiamo selezionato cinque case history di marketing enogastronomico che ci sono piaciute su Instagram e che hanno avuto un grande successo nel mondo della ristorazione, tra brand di food, eCommerce e aziende vitivinicole.

Mi Scusi

Chi l’avrebbe mai detto che un format gastronomico, basato sul piatto che tradizionalmente mangiamo tutti i giorni nelle nostre case, ovvero la pasta, potesse in così poco tempo spopolare?

È il caso di @miscusi.family, un concept monotematico sulla pasta fresca che viene preparata all’istante nel pastificio, con ingredienti genuini e che ha fatto dei social e soprattutto di Instagram, il suo canale di comunicazione principale.

Una strategia che gioca tutte le sue carte su una comunicazione di foto spontanee di piatti e persone, accompagnate da testi brevi e divertenti che rispecchiano un’atmosfera giovane, fresca e informale del locale.

Quando si scorre questo feed Instagram ci si sente subito a proprio agio, come se stessimo in famiglia.

Lo stile fotografico è molto identificativo, legato al design degli interni e ad un uso strategico delle luci che esaltano l’aspetto succulento dei piatti di pasta. Inoltre la strategia di creazione dei contenuti su Instagram e nelle Stories è funnel-orientedgli ingredienti dei piatti vengono svelati in maniera progressiva, per sollecitare la curiosità e l’appetito dei potenziali clienti.

Oggi Mi Scusi conta più di 46.000 followers e un engagment rate del 4.8%.

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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