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spotify-620x348-600x348 Spotify testa la sua personale versione delle "Storie"

La funzione di Spotify, attualmente in fase di test in alcuni mercati, consente agli artisti di fornire informazioni e curiosità sui loro brani

Anche Spotify si lascia tentare dalle “Storie“, il formato di contenuti interattivi nato su Snapchat e ormai da tempo sbarcato su tutte le principali piattaforme, da Instagram a Facebook e WhatsApp.

L’app di streaming musicale sta infatti testando la sua versione personale del format. Si chiama “Storyline” e non sarà uno strumento di contenuti user-generated, quanto piuttosto un contenitore appannaggio degli artisti, che potranno utilizzarlo per raccontare – in varie schede – dettagli, significati e curiosità sui loro brani musicali.

Una soluzione molto simile dunque al già esistente strumento di Spotify “Behind the Lyrics”: a differenza di quest’ultimo, però, che fornisce informazioni sulle canzoni sotto forma di schede pop-up che seguono la musica, Storyline ha un formato invece molto simile a quello delle Storie degli altri social network. Gli utenti infatti possono scorrere le schede a loro piacimento toccando diversi punti dello schermo, e un indicatore in alto segnala quante schermate mancano alla fine dell’elenco.

spotify-storyline Spotify testa la sua personale versione delle "Storie"

Attualmente la funzione Storyline è disponibile in USA e in pochi altri mercati su selezionati brani musicali, sia sull’app iOS che su quella Android, ma non su desktop. Spotify non ha fornito tempistiche sul suo rilascio ufficiale.

Sorgente: Spotify testa la sua personale versione delle “Storie”

Absolutezero

Absolutezero

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.