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Il punto sulla trasformazione digitale con Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba, e con Daniele Migliorini, Responsabile del team di Prevendita

La trasformazione digitale, un’esigenza su cui ogni azienda dovrebbe investire per rimanere competitiva sul mercato. Ne abbiamo parlato con Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba, nel corso di Forum PA, evento in cui l’azienda si è presentata per la prima volta con la business line Aruba Enterprise, e con Daniele Migliorini, Responsabile del team di Prevendita. Aruba Enterprise è stata infatti ufficializzata a febbraio di quest’anno, creata e strutturata per servire nello specifico il target delle grandi imprese e PA che necessitano di progetti complessi studiati sulle loro esigenze. Un target che più degli altri dovrebbe aver già cominciato a intraprendere un percorso di trasformazione digitale.  “Per noi la digital transformation significa cercare di evolvere in senso migliorativo ogni processo – ci racconta Sposato – E’ continuare ad innovare i nostri sistemi e le nostre infrastrutture, dotarsi di nuove certificazioni, dare importanza al digital learning e migliorare ogni flusso di lavoro a partire dall’interno”.

Aruba

Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba

Cloud, ovvero l’evoluzione di Internet 

Tecnologia cardine quando si parla di trasformazione digitale resta il cloud, una parola ormai entrata nel vocabolario anche dei non addetti ai lavori, che per certi aspetti rappresenta l’evoluzione di Internet. “Di anno in anno – dice Sposato – registriamo una crescita di consapevolezza da parte delle aziende nei confronti di ciò che è il cloud come opportunità per il proprio business. É ormai consolidata l’abitudine di non ricorrere più a soluzioni on premise, salvo in casi particolari, principalmente per non sobbarcarsi di eccessivi oneri di gestione dell’infrastruttura fisica, che con il cloud ricadono al 100% sul provider. Riguardo alla sicurezza, in generale all’inizio potevano esserci delle remore, ma quando le aziende hanno capito che i propri dati erano custoditi in data center sicuri – maggiormente sicuri  rispetto ai CED aziendali – e ben definiti, almeno per ciò che riguarda il modello Aruba, e gestiti da professionisti esperti in grado di occuparsi proattivamente e autonomamente della gestione dell’infrastruttura, hanno iniziato ad adottare il cloud sia pubblico sia privato senza alcuna remora”.

Sicurezza e semplicità

E così la sicurezza e la semplicità d’uso del cloud sono diventati la chiave d’accesso a questa trasformazione per aziende di ogni dimensioni, dalla PMI alla Large Enterprise, fino anche alla Pubblica Amministrazione.  É a partire dal 1 aprile 2019, infatti, che la PA ha dovuto iniziare ad adottare servizi cloud che fossero esclusivamente qualificati da AgID e pubblicati nel Cloud Marketplace. Nel contesto della Strategia per la Crescita Digitale del nostro Paese e del Piano Triennale per l’Informatica nella PA, AgID ha infatti previsto un percorso di qualificazione per tutti i soggetti pubblici e privati che intendono fornire servizi cloud alla Pubblica Amministrazione. Le qualifiche riconosciute da AgID riguardano diversi tipi di soggetti, tra cui fornitori di infrastrutture IT, piattaforme PaaS e software house. Nel caso dei CSP, si assicura che i loro servizi siano sviluppati e operati secondo criteri di affidabilità e sicurezza considerati necessari e idonei per i servizi digitali della PA. Aruba nello specifico è stato il primo cloud service provider italiano qualificato.

Cloud-first

A riguardo Migliorini ci ha raccontato che “inizia a trovare spazio il concetto di ‘cloud-first’: alla PA è richiesto un primo approccio obbligato ai servizi cloud. L’obiettivo è ottenere un panorama più lineare, in cui la PA utilizzi servizi e infrastrutture cloud che risultino omogenei e i provider forniscano soluzioni cloud in linea con le caratteristiche organizzative, di sicurezza, performance e scalabilità, interoperabilità, portabilità e conformità legislativa del momento. In questo contesto, come Aruba, siamo in grado di fornire la soluzione IaaS qualificata di Virtual Private Cloud e servizi aggiuntivi (Cloud DRaaS e Cloud Bare Metal Backup) e, come SaaS, anche Cloud Backup e Monitoring – tutte presenti nel Cloud Marketplace”.

Continua su: La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione passa per il cloud

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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