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Ci troviamo nel 2030. Alcuni dei grandi trend di cambiamento della società e di trasformazione digitale dei servizi che stiamo osservando in questi anni iniziano a prendere forma. I settori chiave della pubblica amministrazione italiana come ad esempio education, turismo e servizi per le città devono rispondere a nuove sfide. Come può il design risolvere i problemi dei cittadini del futuro? É stato questo il terreno di gara su cui si sono confrontati venerdì e sabato, 17 e 18 maggio, i 70 designers di Citizens of the Future, l’iniziativa del Team per la Trasformazione Digitale di Luca Attias e di nois3, experience design agency di Roma. Obiettivo? Coinvolgere la comunità dei designer nella progettazione di servizi d’interesse pubblico. Dopo il primo appuntamento di settembre 2018 a Milano (QUI i progetti della scorsa edizione), Citizens of the Future ha fatto tappa alla Link Campus University a Roma.

Chi ha vinto

Alla fine, fra gli 11 progetti in gara, l’ha spuntata Urbanat popup, categoria: spazi pubblici. L’idea del team è la trasformazione naturale che riporta la biodiversità nello spazio urbano e consente ai cittadini di partecipare attivamente alla rigenerazione naturale del proprio quartiere.  A valutare i progetti sono stati: Luca Attias, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, Flavia Marzano, Assessora a Roma Semplice di Roma Capitale, Maria Cristina Lavazza, User Experience Designer, Architetta dell’Informazione e docente.

L’idea del futuro della PA

«Un’esperienza di hackathon – ha detto Luca Attias – che si fa da pochissimi anni nella Pubblica Amministrazione, con un incastro tra privato e PA, e che rappresenta il futuro da diversi punti di vista. Abbiamo riunito in gruppi i ragazzi che hanno lavorato per due giorni molto sodo e hanno portato prodotti che sono l’idea del futuro della Pubblica Amministrazione. Prodotti – ha spiegato – che sono molto più vicini ai prodotti di mercato rispetto alla classica PA, che presenta dei prodotti che quando va bene sono degli anni Novanta. Sono 2 binari che si uniscono da vari punti di vista: non sono solo prodotti che riguardano la mobilità, il turismo, l’educazione, ma anche in tutta la catena del valore. Anche i dipendenti della PA possono diventare professionisti in certi tipi di professioni che sono di nicchia nella PA (penso ai data scientist) e a loro volta possono produrre nell’indotto che lavora per la PA delle professionalità valide, spendibili anche all’estero».

Gli altri progetti

Mobeelity. Il progetto vuole cambiare modo di muoversi per vivere meglio gli spazi delle città. La sfida è mettere insieme il trasporto pubblico di massa con l’ultimo miglio. Un sistema di mobilità sostenibile che aiuti a ridurre la proprietà, a liberare le strade, che aiuti a cambiare la mentalità dei cittadini e a renderli cittadini consapevoli.

n[h]omade. Si tratta di unservizio in ambito turistico che offre residenze di medio-lungo periodo e risolve il problema dello spopolamento dei piccoli borghi per persone che si vogliono spostare fra lavoro e la comunità locale attraverso un’infrastruttura fisica e digitale che offre servizi base a chi è ospitato, permettendogli di portare valore economico e competenze nel territorio.

DEnCITY. Come restituire valore agli spazi e ai cittadini? Questa l’esigenza che si sono posti i ragazzi del team. La risposta? Mappando e organizzando gli spazi inutilizzati ogni cittadino avrà l’opportunità di vivere e condividere esperienze personalizzate. Dencity è una piattaforma, gestita dalla Pubblica Amministrazione, che rivalorizza spazi inutilizzati connettendoli con persone che vogliono cambiare la loro esperienza di apprendimento.

design

M.E. (Mobility Europe). Progetto di piattaforma abilitante scalabile dal livello locale a quello europeo integrata con tutti i servizi di mobilità. Promuove comportamenti virtuosi incentivando la sostenibilità ambientale, sociale, economica in un’ottica di social gamification a supporto di governance della PA. Per tutti gli smart city users iscritti al servizio che si muovono nel territorio UE, attraverso la conversione di azioni virtuose in E-COIN spendibili in servizi pubblici e privati.

Continua su: 11 progetti per cambiare la PA grazie al Service Design. Citizens of the Future

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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