sito, I 10 segnali che indicano che il tuo sito deve esser ristrutturato

Segnali tecnici

1. Funzionalità obsolescenti (widget antichi)

Se il vostro sito ha la tag cloud direi che è ora di svegliarvi e tornare nel XXI secolo! Scherzi a parte, il design dei siti attuale non ha molti fronzoli o elementi grafici effetto WOW. L’idea è concentrare l’essenziale, per non distrarre l’utente, per cui il massimo dello sforzo deve esser dato nel mostrare quel che si desidera che l’utente veda, ossia una CTA o un punto di conversione in genere.

Se dopo la scrematura dei contenuti rimane qualcosa di utile, è importante controllare che tutto funzioni correttamente e che non ci siano conflitti tra JS che non fanno funzionare qualcosa, plugin che non vengono aggiornati da tempo, versioni del CMS datate e che possono influenzare la sicurezza del sito stesso.

2. Posizionamento per parole chiave troppo competitive

Se il sito web ha parecchi anni, ed altrettanti anni si è rimasti fermi ed immobili con l’attività SEO, probabilmente il primo segnale di allarme è in calo di contatto dal sito, delle visite o, in genere, nel flusso di traffico.

L’attività di posizionamento – proprio come il sito – richiede il massimo dell’attenzione perché, tra algoritmi, core update e tecniche SEO superate, il ranking score di Google subisce modifiche, stravolgendo i risultati in SERP e di conseguenza le performance del sito stesso.

Nel momento in cui si notano anomalie di questo tipo, è importante anche fare un controllo sulle parole chiave con le quali si è posizionati che, anche se in passato erano fruttuose, oggi con la crescente competizione risultano trapassate e non più efficaci. La regola della long tail è la migliore strada da attuare.

3. Manutenzione assente

Il peggiore dei casi è quando il sito viene abbandonato a sé stesso. Accorgersene è semplice, basta incappare in un link rotto, in una immagine mancante o in una sfilza di 4040. In questi casi non bisogna sottovalutare dato che si rischia di cadere in un danno d’immagine per l’azienda, oltre che una scarsa professionalità che ovviamente genera una vistosa riduzione dei contatti.

In più, un sito non manutenuto lo si riconosce dallo stile ormai superato, dal modo in cui è strutturata la navigazione e complessivamente dall’immagine di impatto che offre.

Manutenzione vuol dire anche migliorare l’immagine comunicativa del sito ed offrire all’utente il meglio in nome della qualità dell’esperienza con il sito.

4. Fruibilità del sito rallentata

Altro aspetto che dovrebbe spingere ad una manutenzione immediata è l’attività rallentata del sito. Includiamo la velocità di risposta del server, la leggerezza delle pagine, la qualità di compressione delle immagini e delle risorse del sito (css, html in primis), il caricamento asincrono delle risorse più pesanti (js in primis) oltre ad una leggerezza di realizzazione del sito stesso.

Vale la pena soffermarsi e fare un check sulla qualità del sito con i ben noti strumenti Page Speed e Gtmetrix ed attuare i consigli suggeriti, se non dovessero funzionare meglio ripartire.s

5. Assenza di profilo sicuro

Oggi come oggi Google detta le regole di come un ottimo sito debba funzionare. Tra queste c’è anche la necessità di regolare i livelli di sicurezza del sito per scongiurare l’etichetta di untore “Sito non sicuro” che campeggia tra i risultati in SERP.

Qualcuno potrà obiettare che è solo un’etichetta, ma l’utente attento che ci tiene ai propri dati, storcerà l’occhio e ci penserà due volte prima di cliccare. È opportuno, dunque, correre ai ripari in fretta acquistando un buon certificato SSL, per evitare che l’utente percepisca quell’etichetta come una connotazione negativa e decida di abbandonare la navigazione del sito.

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Absolutezero

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.