tweet dei politici italiani, I tweet dei politici italiani saranno censurati?

Da adesso Twitter potrà censurare anche gli uomini più potenti del mondo. Dopo anni di tentennamenti, il fondatore Jack Dorsey si è convinto che per far sopravvivere il suo social sia necessaria una moderazione più efficace dei contenuti, anche e soprattutto se quei contenuti vengono postati da uomini che possono ordinare un bombardamento o la chiusura dei porti di una nazione. Finora il social aveva lasciato che i post dei “famosi” rimanessero online, seppure in palese violazione delle norme, perché erano quasi sempre “di interesse pubblico”. Toglierli significava privare il mondo di un’informazione importantissima. Tenerli significa aumentare la tossicità di Twitter. Nasconderli pare il giusto compromesso.

Le nuove regole prevedono un protocollo diviso in tre fasi. Prima fase: un utente o il sistema automatico di Twitter segnala un tweet postato da un politico che viola le regole della community, magari perché contenente minacce di violenza o fake news. Seconda fase: un comitato interno valuta se quel tweet è di interesse pubblico oppure no. Se non lo è, il team richiede al suo autore la rimozione immediata. Se lo è, il tweet scompare dalle ricerche e viene in parte oscurato. Al suo posto appare una finestra in grigio chiaro con una scritta che dice più o meno: «Questo tweet viola le nostre regole, ma potrebbe essere di interesse pubblico. Clicca qui se vuoi vederlo».

La misura si applicherà a rappresentanti del governo, politici eletti o in corsa per l’elezione che hanno più di 100 mila follower. L’uomo più “arrabbiato” per la svolta è proprio il più potente del mondo. Quel Donald Trump autore di sette tweet al giorno in media a uso e consumo dei suoi 61 milioni di follower e capace di chiamare “leccapiedi” un senatore, pubblicare un video in cui massacrava di botte la Cnn, minacciare di guerra la Nord Corea («Won’t be around much longer!»), e definire “basso e grasso” il suo presidente.

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Absolutezero

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.