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Per ora è un’indiscrezione, non ci sono conferme, anche se un portavoce della società ha detto un mezzo sì sul Wall Street Journal, ma sembra che Facebook potrebbe versare fino a tre milioni di dollari all’anno ad ogni testata per includere titolo e brevi estratti dagli articoli in una sezione News, che dovrebbe debuttare entro l’autunno. Gli accordi avrebbero durata triennale e le testate avrebbero voce in capitolo sulle modalità con le quali le loro informazioni comparirebbero sul servizio di “news tab” che è in procinto di creare, gli editori avrebbero cioè la possibilità di decidere se rendere visibili gli articoli integrali su Facebook oppure se reindirizzare l’utente al proprio sito Web ufficiale. Al momento il condizionale, si diceva, è d’obbligo perché non sono giunte conferme in merito, ma potrebbe essere essere più di una voce.

Facebook vuole aprire una sezione News in autunno. Che sappiamo 1

Contatti già avviati

Sempre secondo il Wall Street Journal, Facebook avrebbe già contattato e presentato  la sua offerta allo stesso Wall Street Journal, ai telegiornali della Disney targati Abc News, al Washington Post e a Bloomberg. Però, va detto, non è chiaro se le testate avvicinate da Facebook abbiano accettato o meno e se stiano tuttora negoziando.

La crisi dei Media

Facebook è da tempo sotto osservazione per il suo ruolo della crisi dei media tradizionali, a cominciare dai giornali. Accanto a Google di Alphabet controlla infatti il 60% della pubblicità online (secondo le stime di eMarketer). Entrambi i giganti di Internet sono stati criticati per non compensare adeguatamente le organizzazioni giornalistiche che producono contenuto di qualità che finisce sui loro siti, in particolare nel motore di ricerca di Google.

Gli Instant Articles

Facebook ha già lanciato una formula per pagare testate giornalistiche coinvolte in un altro contenitore, erano gli Instant Articles. In quel caso, le aziende editoriali però condividono le entrate pubblicitarie, senza ricevere pagamenti anticipati come nella nuova proposta. Versamenti per i diritti Facebook li offre invece per video e show che mostra nella sua sezione Facebook Watch.

 

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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