iphone hackerati, Il caso degli iPhone hackerati (dalla Cina?) per colpire una minoranza. Twitter. Tesla

Apple #1

Gli utenti di Apple non hanno fatto in tempo a riprendersi dalle primissime rivelazioni del team Project Zero di Google (un numero di siti Web malevoli, se visitati, potevano hackerare l’iPhone della vittima sfruttando una serie di bug software di iOS, poi corretti) che altri particolari gettano una luce inquietante su questa vicenda. Secondo TechCrunch, i siti web in questione sarebbero stati parte di un attacco sostenuto dallo stato (probabilmente la Cina) progettato per colpire la comunità uigura (etnia di religione islamica che vive nel nord-ovest della Cina) nello stato del Xinjiang.

Apple #2

Potrebbe essere svelato il 10 settembre l’iPhone di nuova generazione. Apple ha, infatti, inviato gli inviti per quella data per un evento nel suo campus della Silicon Valley. Da anni ormai, la società di Cupertino ospita eventi in autunno per lanciare nuovi modelli di iPhone in vista delle festività natalizie. 

Twitter

Attacco hacker contro Twitter, in particolare contro l’account del suo amministratore delegato, Jack Dorsey, dal quale sono partiti cinguettii offensivi e razzisti. “L’account è stato compromesso. Stiamo indagando su quanto accaduto!, afferma Twitter, che ha impiegato circa 20 minuti per cancellare i messaggi. A rivendicare l’attacco è stato Chuckling Squad, un gruppo che in passato ha hackerato gli account di altre star, quali James Charles, Shane Dawson, Amanda Cerny e King Bach.

Secondo The Verge Spotify progetta una funzione che faciliti la creazione di Podcast a tutti gli utenti. Avverrebbe attraverso l’applicazione Anchor, recentemente acquisita dalla società. Spotify ha confermato che la funzione Create Podcast è al momento in fase di test ma non ci sono dettagli sulla sua distribuzione a livello globale. Il settore dei  podcast è da tempo in crescita.

 

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Absolutezero

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.