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“Per più di un decennio ci siamo concentrati sul dare voce alle persone, rendere Facebook un luogo sicuro e applicare le nostre politiche in modo coerente. Questi valori rimangono importanti per noi. Tuttavia, con la crescita e l’introduzione di nuovi prodotti, funzioni e servizi, le nostre norme comunitarie sono diventate più ampie e sfumate. I valori che pubblichiamo ora riflettono le politiche che abbiamo sviluppato nel tempo e ciò che rappresentiamo come azienda”.

Dopo le polemiche. Queste le parole con cui Monika Bickert, Vice President, Global Policy Management di Facebook, ha annunciato l’aggiornamento degli standard della comunità di Facebook, ovvero quello che è consentito o meno sulla piattaforma e che valgono per tutti gli utenti nel mondo. Tutto questo, dopo che (tra inevitabili discussioni e coda di polemiche) il social ha oscurato le pagine di Casapound e Forza Nuova. E dopo che è stato sospeso per 24 ore il chatbot gestito dalla pagina ufficiale del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per violazione delle politiche circa l’incitamento all’odio.

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Facebook spiega come dobbiamo comportarci sulla sua piattaforma 1

Quattro pilastri

L’aggiornamento degli standard poggia, ha spiegato la compagnia, su 4 direttrici: più attenzione all’autenticità dei contenuti, alla sicurezza, alla privacy e alla dignità delle persone. Per Autenticità si intende la volontà di garantire che i contenuti condivisi siano autentici, combattendo il fenomeno delle fake news, la disinformazione e la disinformazione. Per Sicurezza si fa riferimento ad espressioni finalizzate a intimidire, escludere o ridurre al silenzio altre persone non sono tollerate dal social network. In Privacy rientrano e tutele delle informazioni personali e della sfera privata nelle modalità di interazione con la piattaforma e con gli altri. Mentre per Dignità: obbligo per gli utenti di rispettare gli altri, le loro idee e i loro diritti. Facebook ha ribadito anche l’impegno a proteggere la privacy che “offre alle persone la libertà di essere se stesse e di scegliere cosa e quando condividere. Infine, spiega la piattaforma, “crediamo che tutte le persone siano uguali in dignità e diritti. Ci aspettiamo che rispettino la dignità degli altri e non li molestino o degradino”.

Contenuti autentici

“Vogliamo assicurarci che i contenuti che le persone vedono su Facebook siano autentici. Crediamo che l’autenticità crei un ambiente migliore per la condivisione, ed è per questo che non vogliamo che le persone che usano Facebook rappresentino in modo errato chi sono o cosa stanno facendo”, spiegano da Menlo Park. Riguardo al sicurezza, il social ha sottolineato che non sono consentite “le espressioni intimidatorie, che escludono o mettono a tacere gli altri”.

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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