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Google vuole acquistare il nuovo smartwatch per fitness e benessere Fitbit. Ne ha dato notizia Reuters, che ha riportato la notizia sul suo sito web, spiegando che al momento Google è in trattative e che avrebbe fatto già un’offerta. L’indiscrezione ha messo le ali ai braccialetti elettronici di Fitbit a Wall Street, che sono arrivati a guadagnare fino al 41%, ai massimi dal 2015. Con i braccialetti elettronici di Fitbit Google entrerebbe in concorrenza con Apple. La notizia segue un rapporto del mese scorso di CNBCsecondo cui Fitbit stava pensando alla vendita.

Google vuole i braccialetti elettronici di Fitbit e sfidare Apple sul wearable 1

I numeri di Fitbit

Dopo Apple e Samsung, Fitbit è attualmente la terza azienda con la maggiore quota di mercato nel settore degli indossabili, nonostante questa posizione pare ora essere insidiata dalla crescita di compagnie come Huawei, che nel secondo trimestre del 2019 ha fatto registrare una crescita del 697% in termini di device wearable venduti rispetto al 2018. A gennaio, Google aveva già annunciato l’intenzione di pagare 40 milioni di dollari a Fossil per entrare in possesso della tecnologia sviluppata in ambito smartwatch.

 

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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