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La notizia era nell’aria da qualche giorno, ma adesso è ufficiale: Google acquista Fitbit, una delle cinque aziende leader di mercato nel settore wearables, per una cifra pari a 2,1 miliardi di dollari.

Qualche giorno fa ha cominciato a girare in maniera insistente la notizia, data come possibile, ma oggi è ufficiale: Google acquista Fitbit, una delle 5 aziende leader di mercato nel settore wearables, per una cifra che è pari a 2,1 miliardi di dollari. Ad annunciarlo è proprio il colosso di Mountain Views con un post sul blog ufficiale a firma di Rick Osterloh, responsabile devices e servizi di Google, arrivato tre anni con l’obiettivo di sviluppare un settore che per Google è strategico.

Osterloh poi spiega bene quale sia stata la motivazione di Google in questa acquisizione, è cioè “un’opportunità per investire ancora di più in Wear OS (il sistema operativo wearable di Google, n.d.r.) così come introdurre sul mercato dispositivi indossabili Made by Google“.

L’annuncio viene dato anche da Fitbit che dichiara che i dati dei tanti clienti che già usano i dispositivi indossabile dell’azienda non saranno ceduti a Google a scopi pubblicitari.

google fitbit versa 2
Fitbit Versa 2

L’acquisizione, come detto, è di 2,1 miliardi di dollari, una situazione molto simile a quella già vista con Nest, nel senso che l’azienda fondata a San Francisco nel 2007 entrerà a far parte della famiglia Google praticamente da subito.

Se vi state chiedendo il perché di questa acquisizione, la risposta è molto semplice. Google da anni cerca di inserirsi in un mercato, quello dei wearables, ma non con il successo che ci si aspetterebbe. Non è riuscita ad imporre dispositivi made in Google, appunto, ma solo il sistema operativo che è in uso su buona parte de dispositivi in vendita. Incorporando un’azienda leader come Fitbit, Google ha l’opportunità, come mai prima, di entrare in un mercato in forte crescita, al punto che gli analisti prevedono un valore di 54 miliardi di dollari entro i prossimi tre anni.

Sorgente: Google acquista Fitbit per 2,1 miliardi di dollari ed entra nel settore wearable

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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