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Oggi la Russia si disconnetterà dall’Internet globale per un test che potrebbe condurre, a lungo termine, ad una Internet interna del Paese. É uno degli effetti dell’entrata in vigore la legge che getta le basi per una rete nazionale, in base alla quale i fornitori di servizi Internet saranno controllati dal Roskomnadzor (RKN, in italiano Servizio federale per la supervisione nella sfera della connessione e della comunicazione di massa), di fatto l’agenzia di telecomunicazioni russa. L’obiettivo è quello di dare alla Russia il potere di disconnettersi dalla Rete globale in caso di guerra cibernetica e, nel frattempo, fornire una versione chiusa della rete, trasformandola all’occorrenza in una RuNet (russian network) di fatto sotto il controllo del Cremlino.

Putin potrebbe disconnettere la Russia da Internet. Ecco cosa significa 1

Esercitazioni ogni anno. Le autorità di comunicazione russe installano apparecchiature RuNet da settembre. Il 12 dicembre dello scorso anno la Federazione Russa ha rilasciato una dichiarazione in cui si sottolineava “lo svolgimento di esercitazioni per garantire la stabilità, la sicurezza e il funzionamento olistico della rete di informazione e telecomunicazione”. Le prime prove si terranno a novembre e verranno ripetute ogni anno. Appunto.

Firmata da Putin

Il testo della legge “Programma nazionale di economia digitale”, è stato approvato tra il 16 e il 22 aprile dal Parlamento russo, ed stato firmato l’1 maggio dal presidente Vladimir Putin e pubblicato sul sito del governo. La nuova Internet nazionale è stata presentata come “un’infrastruttura indipendente”, in grado di garantire “il buon funzionamento del segmento russo di Internet in caso di pericoli alla sicurezza, all’integrità e alla sostenibilità di Internet e alle reti di telecomunicazione”.

 

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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