fbpx

Il Content Audit è un elemento fondamentale di ogni strategia di Content Marketing e presuppone la conoscenza del brand, dei competitor, del mercato, ma soprattutto delle Buyer Personas a cui ci si rivolge. Tutte queste informazioni permettono al Content Marketing Manager di vedere cosa funziona e cosa no, ma soprattutto come integrare i contenuti e quali tipologie e formati inserire nel piano editoriale.

Content Audit: cosa è e come si fa 1

Contet Audit: cosa significa?

Possiamo dire che fare Content Audit significa passare in rassegna tutto ciò che è contenuto ed è pubblicato sul tuo sito web: post del blog, testi delle pagine web, ma anche post sui social media e contenuti della newsletter. Sicuramente si tratta di un lavoro che richiede tempo, ma i benefici nel lungo e medio periodo sono davvero notevoli.

Grazie a una mirata attività di Content Audit potrai, infatti, scoprire:

  • quale tipologia di contenuto funziona meglio e permette di raggiungere l’obiettivo;
  • di quali nuovi contenuti hai bisogno per le diverse fasi del funnel di Content Marketing (Awareness, Consideration, Decision);
  • quali contenuti possono essere eliminati e quali, invece, richiedono un aggiornamento o un’integrazione.

Tutti i dati e le informazioni raccolte ti saranno d’aiuto per migliorare la tua strategia di content marketing e ottimizzare tutti i documenti realizzati dalla tua azienda, al fine di migliorare anche la presenza online del tuo brand.

Come si fa un Content Audit?

Ora che sai cosa è un Content Audit e quali vantaggi porta alla tua azienda, vediamo come realizzarlo. Innanzitutto è necessario procedere ad una categorizzazione dei contenuti, utilizzando i template pre impostati che trovi online o creando il tuo template personalizzato.

Devi ricordarti di annotare per ogni contenuto le seguenti informazioni:

  • argomento trattato o topic;
  • buyer personas a cui si rivolge;
  • fase del funnel a cui appartiene;
  • formato del contenuto;
  • se è un contenuto free o richiede all’utente di lasciare i suoi dati;
  • a quale settore aziendale si riferisce (contenuto informativo, commerciale, per il customer care, ecc.);
  • obiettivo del contenuto;
  • risultati e prestazioni del contenuto in termini di visualizzazioni, condivisioni, download.

I KPI per misurare l’efficacia di un contenuto

Approfondiamo ora il tema delle prestazioni del contenuto, vedendo quali sono i KPI da considerare quando si realizza un Content Audit, che saranno correlate agli obiettivi della tua strategia di Content Marketing ovvero lead generation, traffico sul sito, brand awareness, ecc.

Ecco quelli che io consiglio di tenere in considerazione, suddivise per tipologia:

  • metriche comportamentali: pagine più visitate, bounce rate, permanenza sulla pagina, fonti di traffico;
  • metriche di coinvolgimento: azioni compiute sulla pagina come like, condivisioni, commenti, ma anche iscrizioni alla newsletter;
  • metriche SEO: traffico organico, posizionamento delle keyword e presenza di back link;
  • metriche di vendita: quali check out per l’ecommerce, prenotazioni o acquisizione di contatti per l’invio di preventivi.

Sorgente: Content Audit: cosa è e come si fa – 4Writing

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

Leave a Reply