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Edizione record quella di quest’anno con 1.006 entries, +47% rispetto all’edizione precedente

La campagna ‘Hate Couture” ideata da Publicis Italia per Diesel si aggiudica il Grand Prix all’edizione 2019 degli Adci Awards. L’agenzia guidata da Bruno Bertelli si aggiudica anche il premio come Agenzia dell’anno mentre Diesel quello di Cliente dell’anno.

Adci Awards 2019: Publicis Italia vince il Grand Prix con Diesel 'Hate Couture' ed è agenzia dell'anno

Il Grand Prix Non Profit è stato assegnato all’agenzia Superhumans per la campagna “Agnosis Collection” per Fondazione EBRI Rita Levi-Montalcini.

«Un’edizione record quella di quest’anno – commenta Vicky Gitto presidente di ADCI Art Directors Club Italiano – che ha visto crescere il numero delle entries: sono state complessivamente 1006 il +47% rispetto all’edizione precedente, il miglior risultato di partecipazione di sempre. E poi evidenzio con soddisfazione il numero sempre crescente tra i partecipanti di agenzie indipendenti, nonché di giovani creativi: le entries nella categoria Studenti sono infatti addirittura triplicate».

Categoria Studenti che ha visto l’affermazione di IED Istituto Europeo di Design che ha conquistato due Ori con le campagne “Read stories not titles” per The Times – The Sunday Times e “The Resurrected Menu” per Burger King.

Tra i riconoscimenti speciali il Premio Equal che l’impegno di aziende e creativi contro le discriminazioni, è stato vinto quest’anno da Alkemy con la campagna “BUU. Brothers Universally United” per FC Internazionale Milano.

Il Premio Best Use of Youtube – Digital è andato Al gruppo creativo The Jackal in concorso nella categoria Creative Social Content & Editorial con la campagna “Operazione XFactor” per il cliente Sky Italia, mentre il Premio Best Use of Youtube – Film se l’è invece aggiudicato l’agenzia McCann con la campagna “Beer Heroes” per il cliente Ubrew.

Invece il 7 Days Brief, sfida per la realizzazione in soli sette giorni di uno spot per la Onlus “Fare x Bene” e stato vinto da Francesco Macchia e Francesca Persico.

 

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.