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L’essere umano è guidato da una singolare indole egoistica, forse un retaggio di quando viveva nella foresta e le risorse scarseggiavano, riconducibile a un istinto di sopravvivenza. Maturiamo l’idea che tutto debba essere cucito attorno a noi e ai nostri bisogni.

“Copernico aveva ragione: il mondo non ruota attorno a noi. Il più delle volte, il mondo non se ne accorge nemmeno di noi”

Seth Godin

Finalmente ho trovato la giusta metafora per aiutare, anche chi ha poca dimestichezza con il marketing, a comprendere quali siano gli effetti di una comunicazione rivolta unicamente ad ottenere consenso.
Giocare al Superenalotto è un’attività irrazionale ed economicamente svantaggiosa: in pratica, hai la certezza di perdere i soldi investiti. Non lo affermo io, lo dicono i matematici, hai UNA possibilità su 600 milioni di vincere. Molti, ne sono consapevoli, eppure, accecati dal loro egocentrismo, ritengono che mettere in tasca un tagliando che offre questa inconsistente eventualità sia un’operazione appagante e fa sentire momentaneamente bene questi pessimi investitori.
Fino al momento dell’estrazione.

I like non fanno Branding 1

Quando pubblichi un messaggio di stato o una foto, cercando tra quelle che creano più scalpore, rabbia, tensione o mettendo in mostra quanto sei superficiale ottieni tanti commenti, like, generi rumore. Hai trovato persone simili a te. Hai appena acquistato il tuo biglietto per una fama limitata, breve ed effimera. Certo, ti appaga per qualche ora, ma a lungo andare crea negli altri la percezione che sei inaffidabile, frustrato o addirittura tossico.

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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