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Alla quarta edizione di Huddle di Mindshare Italia 600 invitati, 24 talk e 5 aree esperienziali per riflettere sul rapporto tra umanità, tecnologia, emozioni

In un mondo dominato dagli algoritmi, qual è il valore aggiunto del tocco umano? La domanda connette i 24 appuntamenti che hanno scandito la nuova edizione di Huddle, la giornata di formazione e ispirazione organizzata ieri da Mindshare nei propri uffici di Milanofiori.  ‘Humans’ il tema all’ordine del giorno, esplorato da una squadra eterogenea di relatori provenienti da aziende e media: PoliMi, Deliveroo, Fanpage, Sky, Rockin’100’, ZeligTv, Juventus FC, Mondadori, Nintendo Italia, Google, Rai Pubblicità, Discovery, Mediaset, Facebook tra gli altri. Seicento gli invitati, tra aziende, investitori, prospect, operatori del settore e amici.

Mindshare esplora con Huddle 2019 il recupero dell'umanesimo tra tecnologia ed emozioni 1

«Huddle è nato quattro anni fa con lo spirito di riunire player e partner per confrontarsi in un contesto informale sulle prospettive della nostra società e della nostra industry – ha spiegato il Chairman & CEO di Mindshare Italia Roberto Binaghi -. Credo che il recupero dell’umanesimo sia un tema interessante per la società e per la nostra industry. Visto che il digitale, sempre più pervasivo, diventa progressivamente commodity, per Mindshare il tocco umano rappresenta la capacità di giocare un ruolo da ‘formatori’ del mercato, da Huddle a Radiocompass a Purple Program, con uno sguardo di medio-lungo periodo».

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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