fbpx

Anche se il Black Friday è appena passato, visto è ancora Cyber Monday e con la stagione degli acquisti natalizi ormai iniziata, diamo un’occhiata a questi utili consigli per riconoscere le truffe dei finti domini, cresciute del 233%.

Il Black Friday è ormai passato, anche se ormai le promozioni sono attive da giorni, visto che è ancora Cyber Monday, con la stagione degli acquisti natalizi ormai avviata, Check Point indica alcuni utili consigli per riconoscere le truffe dei finti domini, cresciute del 233%!

Come detto, questo è il periodo dell’anno in cui, in vista del Natale, gli appuntamenti per lo shopping online a prezzi scontati si moltiplicano. Infatti, non esiste solo il Black Friday, ma ad aprire le danze è stato il Singles Day di Alibaba, poi c’è anche il Thanksgiving Day e poi, dopo il Black Friday, c’è anche il Cyber Monday, e via discorrendo. Proprio il Singles Day è cresciuto in modo esponenziale anno dopo anno e attualmente rappresenta il più grande giorno di shopping del mondo, durante il quale siti asiatici come Alibaba e JD.com sono leader nel mercato online del giorno.

frodi truffe shopping online e-commerce

Ma con tutto questo shopping online, c’è un grande rischio. Gli hacker aspettano con impazienza di approfittare di acquirenti frettolosi e poco accorti, freneticamente alla ricerca di buoni affari. Tentano di rubare le loro informazioni finanziarie in qualsiasi modo possibile, e i trucchi diventano sempre più sofisticati anno dopo anno. Questo processo è abbiamo ormai imparato a conoscerlo e va sotto il nome di ‘phishing’, perché, come il pescatore, anche gli hacker gettano l’amo in attesa che un pesce abbocchi.

6 segnali per riconoscere le truffe online

A fronte di tutto questo, è utile quindi tenere a mente i 6 segnali per riconoscere una truffa durante queste occasioni di acquisti online. Ed eccoli qua:

1 – Sconti troppo belli per essere veri.

Proprio come ogni tentativo di pesca inizia con un’esca, così è il caso del phishing. L’esca è spesso sotto forma di un’offerta civetta. Un consumatore vede un prezzo irresistibile su un prodotto che ha sempre desiderato, recapitato via e-mail o in un annuncio pubblicato sui social media, clicca sull’affare e gli viene chiesto di compilare i propri dati personali, come nome e indirizzo, oltre ai dati bancari. Così facendo si inviano queste informazioni direttamente al truffatore. In alternativa, possono creare un sito falso sul quale “finire il lavoro” se alcuni consumatori sono scettici sull’offerta iniziale.

siti simili amazon truffe online

2 – Siti falsi

I siti falsi che imitano i siti di shopping popolari durante la stagione dello shopping online, come Alibaba e Amazon, sono preparati con largo anticipo per il grande giorno.

I ricercatori di Check Point hanno notato qualcosa di sorprendente: gli URL di phishing per lo shopping online sono più che raddoppiati dal 2018. In effetti, il numero è aumentato del 233%. Più di 1.700 domini che sembrano simili al dominio amazon.com sono stati registrati negli ultimi sei mesi.

I ricercatori di Check Point hanno tracciato una campagna di minaccia che coinvolge il popolare marchio di occhiali da sole Ray Ban. La campagna è iniziata il 7 novembre 2019 ed è stata inviata a migliaia di potenziali vittime. Il lookalike domain https://rbs.xwrbs[.]com/ è stato usato come motivo ricorrente in questa campagna di truffa. Il sito truffa accetta pagamenti solo tramite PayPal. La seguente e-mail ha offerto ai destinatari uno speciale affare Black-Friday fino all’80% di sconto sugli occhiali da sole Ray Ban.

L’email conduceva a questo sito:

falsa promozione ray ban

Queste pagine incoraggiano il login per iniziare, cosa che può sembrare normale alla maggior parte dei clienti. Tuttavia, non appena vengono inserite le credenziali, come e-mail/nome utente e password, queste informazioni vengono inviate agli hacker, che potranno accedere al vostro account e rubare qualsiasi informazione personale in esso contenuta.

3 – Strane forme di pagamento

Spesso, i truffatori incoraggeranno l’uso di metodi di pagamento bizzarri, come vaglia, bonifici bancari o carte e buoni prepagati. Questi metodi non solo rendono più difficile individuare il destinatario, ma rendono quasi impossibile recuperare i soldi indietro.

4 – False Restituzioni

Gli acquisti non sono l’unico modo che i truffatori usano per sabotare le loro vittime. False procedure di reso sono diventate diffuse nel gioco della truffa dell’e-commerce, per cui gli utenti che tentano di effettuare una restituzione compilano le informazioni su un modulo falso che li conduce a un sito web copia del sito su cui hanno effettuato l’acquisto, come ad esempio Amazon, e vengono indirizzati a un falso “centro resi” per compilare maggiori dettagli che i truffatori utilizzeranno e sfrutteranno.

5 – Politica di non restituzione

Oltre alle restituzioni false, può anche mancare del tutto una politica di restituzione, il che è insolito per un sito di shopping. Inoltre, la mancanza di una politica…


Leggi di più su: www.franzrusso.it

Leave a Reply