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Il brand dedicato ad assistenza, ricambi e supporto al cliente per i veicoli FCA utilizza quattro clip video per raccontare, con ironia, cosa succede quando non ci si affida ai ricambi originali

Mopar, brand dedicato ad assistenza, ricambi e supporto al cliente per i veicoli FCA, utilizza quattro clip video per raccontare, con ironia, cosa succede quando non ci si affida all’assistenza e ai ricambi originali.

Ideata dall’agenzia creativa Armando Testa e diretta dal regista William Zanardi (in arte William9) per la casa di produzione Little Bull Studios, la serie esaspera  il concetto di “dramma”, nell’accezione cinematografica, creando delle clip cross-brand che saranno pubblicate su Facebook e Youtube con una pianificazione specifica nei mercati EMEA.

Il primo episodio mette in luce la linea “Genuine Parts”, ricambi al top della qualità pensati per il montaggio in primo impianto negli stabilimenti di produzione.

Il secondo video sarà dedicato al “Mopar Vehicle Protection”, il servizio pensato per offrire a tutti i clienti il piacere di guidare, liberi da qualunque preoccupazione ed imprevisto.

Il mese successivo la terza clip racconterà gli “Essentials Parts”, i ricambi destinati alle vetture con più di quattro anni di vita, che garantiscono al cliente un ottimo compromesso tra qualità e risparmio.

La serie si concluderà con il quarto episodio che accenderà i riflettori sull’esclusività di “Prime Parts”, la linea pensata per offrire prodotti innovativi per clienti con alte aspettative prestazionali.


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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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