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È stata una settimana movimentata, lo dobbiamo ammettere, nonostante tutto, il mondo dei social non si è mai fermato e non sono dunque mancati aggiornamenti. Ecco, ancora una volta, una Week in Social per voi.

#MilanoNonSiFerma

Parliamo spesso del ruolo odierno dei social network. Solitamente tendiamo a criticarli considerato l’uso talvolta improprio che se ne fa, ma oggi che il Coronavirus ha stravolto (momentaneamente) le nostre abitudini, abbiamo bisogno più che mai di utilizzare i social al meglio.

Sappiamo bene che le fake news si muovono facilmente, ma quanto possiamo permettercelo ora? Per questo motivo, riportiamo, come aggiornamento social della settimana, il video di #MilanoNonSiferma: al di là di qualsiasi sentimento politico, il Sindaco di Milano ha deciso di far veicolare il messaggio di una città attiva e reattiva tramite i social. Un messaggio di incoraggiamento, in un mare di post negativi, di allarmismi, di fake. Milano non si ferma è diventato un hashtag, virale.

Mentre Facebook ti paga per la voce, su TikTok si fa informazione sul Coronavirus 1

TikTok e il Coronavirus

Michele Miconi, TikTok Specialist scrive per Ninja che:

“Anche TikTok sta facendo la sua parte per fronteggiare il Coronavirus. In che modo? Informando i propri iscritti.

Da una ricerca effettuata in queste ore, digitando la parola sul motore di ricerca compare un bottone informativo o snipped con il seguente messaggio Prevent Coronavirus, subito sotto si trovano una serie di video di utenti che trattano questo argomento”.

Mentre Facebook ti paga per la voce, su TikTok si fa informazione sul Coronavirus 2

Cliccando sul bottone si viene rimandati ad una landing page, una pagina web fatta su misura, nella quale sono presenti una serie di link che rimandano ai siti istituzionali dei vari Paesi consigliati da TikTok per ottenere delle informazioni ufficiali ma soprattutto sicure.

Mentre Facebook ti paga per la voce, su TikTok si fa informazione sul Coronavirus 3

LEGGI ANCHE: TikTok e Coronavirus: il social informa su come prevenire il contagio con una connessione con le istituzioni

Facebook e il Coronavirus

Sicuramente Facebook non poteva stare a guardare e ha deciso di inserire nel feed dei messaggi a favore di una corretta informazione. Non molte le parole a riguardo, ma un collegamento diretto alla fonte, ovvero il sito del Ministero della Salute.

Come evitare il contagio e come prevenire la diffusione del virus: non lo spiega Facebook, ma semplifica il passaggio. Bene Facebook, ci sei piaciuto. Poche speculazioni, più informazione.

Vox tua, vita mea

Non è Week in Social se Facebook non “capta” da altri. Ecco, infatti che scopriamo che Facebook vi paga per la vostra voce. Non lo diciamo noi, lo dice il Financial Times.

Ebbene sì, ancora una volta Facebook punta all’espansione: bisogna gareggiare con Alexa e quindi bisogna specializzarsi nell’addestramento delle voci.

Mentre Facebook ti paga per la voce, su TikTok si fa informazione sul Coronavirus 4

Facebook dunque pagherà per la registrazione di alcuni voci: occorre fare prove e test, il tutto tramite l’app Viewpoints. Come si chiamerà il dispositivo di Facebook? Si accettano scommesse.

Facebook e Android

Foto, Facebook e Android: l’aggiornamento è in agguato.

Jane Manchun Wong, la ricercatrice che “spoilera”, anche questa volta sta fornendo al web un’interessante anticipazione. Probabilmente, l’app di Facebook per Android, potrà attingere al funzionamento di Google Foto per l’editing automatico delle foto. L’unica fonte che abbiamo, al momento, è Twitter, ma chissà se anche questa volta non sarà tutto vero.


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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90.È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello.Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo.Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII.È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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