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“A tutto volume”, il grande evento digitale di Vanity Fair

Anche il mondo degli artisti e della musica è stato duramente colpito dalla crisi portata dal Covid-19. Vanity Fair ha deciso di dedicare il nuovo numero, in edicola il 1° luglio, al mondo della musica e ai suoi protagonisti, scegliendo di sostenerli concretamente attraverso la donazione del 50% dei ricavi delle vendite al fondo COVID19 – Sosteniamo la Musica di Music Innovation Hub, con il supporto di Spotify e promosso da FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, a fianco della filiera musicale italiana con lo scopo di supportare musicisti e professionisti del settore in questo momento di crisi globale.

Il numero è un racconto del mondo dello spettacolo musicale, dagli artisti a tutti gli operatori coinvolti nella creazione e nella realizzazione della musica live.

Sono le loro storie a riempire le pagine del giornale: Enrico Belli, fonico da 20 anni, sempre in giro per il mondo, è fermo dall’emergenza covid e sta cercando di reinventarsi; Fenia, è una madre single che va in giro per l’Italia per la metà dell’anno, ogni tanto si porta dietro anche la figlia che è indipendente e matura perché da quando era piccola è abituata alle sue lunghe assenze; Giulio e Gioia, lui è direttore di produzione, lei tour manager, seguono gli artisti italiani e vivono 10 mesi su 12 fuori casa; Lollo, da 30 anni assistente ai camerini, trasforma gli spogliatoi degli stadi in suite a 5 stelle, si prende cura dei cantanti fino alla fine del concerto, una figura fondamentale dietro le quinte, si dedica a creare casa dove casa non è; Mimmo Paladino, l’artista che ha disegnato il logo dedicato alla musica presente su tutto il numero, racconta i suoi rapporti con i grandi della musica da Lucio Dalla a De Gregori, da Lou Reed a Brian Eno.




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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90.È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello.Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo.Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII.È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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