fbpx

Se, nel concreto, il 5G è ancora una promessa, una sorta di Godot nel mondo delle infrastrutture di connessione, prima o poi arriverà anche da noi. Ovviamente, la pandemia di Coronavirus ha rallentato un po’ la questione, con la finalizzazione delle antenne lungo tutto il territorio e le dovute concessioni che sono slittate.

Ma nessuna paura: tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 più clienti potranno godere delle velocità di cui il 5G si fa portatore, con un’estensione della copertura attuale, per lo più in qualche area del Nord Italia.

Sappiamo che non si tratterà solo di trasmissione di dati con bassa latenza ma anche dell’opportunità di sfruttare una sola banda per molti più dispositivi, così da non saturare la rete, anche quella domestica, che già oggi ospita decine di apparati collegati ad internet.

Certo è che, per usare il 5G, servono smartphone con a bordo un’antennina in grado di comunicare con il segnale di nuova generazione e noi di Mashable abbiamo già messo le mani su molti di quelli in vendita, considerando proprio la presenza del 5G come elemento ulteriore di interesse verso l’acquisto.

Estetica e potenza: Samsung e OnePlus

Il Galaxy S20 Ultra 5G è il telefono 5G da comprare se si desidera un modello che funzioni con ogni tipo di rete 5G. Oltre alla connettività, lo smartphone di punta di Samsung sfoggia anche un grande pannello Oled, fotocamere notevolmente migliorate e una durata della batteria superiore alla media. In effetti, tutta la serie degli S20 è degna di considerazione ma c’è da tener presente anche il “peso” specifico di un prodotto del genere, che arriva a 220 grammi. Non sono pochi e nemmeno così tanti (l’iPhone 11 Pro Max va anche oltre) ma siamo comunque al di là di molti esemplari in circolazione, privi del 5G.

Il Galaxy S20 Ultra 5G di Samsung

Una buona alternativa è OnePlus 8 Pro, anche se manca del supporto alle reti 5G basate su mmWave, ossia lo spettro “morbido” del 5G, buono soprattutto per coprire aree più ristrette ma molto affollate. Insomma, tocca capire se l’operatore scelto opera sia su frequenze mmWave che sub-6, meglio ancora se in maniera integrata, e questo pare essere il panorama più plausibile allo stato delle cose.

L’alternativa di LG e Motorola

Se Samsung e OnePlus stanno dominando la scena dei telefoni 5G, non bisogna trascurare LG, con il suo V60 ThinQ. Quello che rende unico questo modello è un accessorio per il secondo schermo che essenzialmente consente di raddoppiare la quantità di spazio sul display quando si vuole giocare o passare ad un multitasking estremo.

Altro esemplare degno di nota arriva da un brand storico, Motorola, che dopo anni di medio gamma è tornata alla ribalta con Moto Edge e Moto Edge Plus, entrambi con connettività 5G, pannello ultra bordato che finisce quasi sul retro della scocca e l’essenza primordiale di un sistema operativo Android privo di personalizzazioni e inutili orpelli. Lascia a desiderare il reparto fotografico rispetto ai big del settore ma il comparto globale è un mix che vale la pena tenere d’occhio.

La flotta cinese del 5G

Come spesso accade nell’ultimo periodo, grandi cose arrivano dalla Cina. Ad esempio Oppo Find X2 Pro, un telefono di fascia alta in tutti i sensi, incluso il prezzo, che potrebbe essere uno shock dato che si tratta di un marchio relativamente piccolo. Ma non possiamo obiettare molto visto ciò che si ha tra le mani: un brillante schermo da 6,7 ​​pollici con una frequenza di aggiornamento di 120 Hz, una…


Leggi di più su: it.mashable.com

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90.È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello.Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo.Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII.È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

Leave a Reply