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Da più parti, i telefoni della serie Pixel di Google vengono considerati tra i migliori dal punto di vista della fluidità dell’OS e della resa fotografica. I motivi sono essenzialmente due: Big G inserisce a bordo dei modelli un sistema operativo “pulito”, Android nella sua quintessenza, privo di orpelli e personalizzazioni che spesso altri marchi caricano eccessivamente con un conseguente consumo di Ram ed energia nel quotidiano. Poi, grazie allo sviluppo di algoritmi dedicati, scatti e video dei Pixel sono sbalorditivi, peraltro senza grossi proclami di marketing e hardware che duplica i sensori, piuttosto che ottimizzare gli esistenti.

Detto ciò, alla gente non interessa solo avere tra le mani un dispositivo potente e funzionale ma pure bello da vedere e da far vedere. Procede in tale ottica il redivivo corso di Motorola, che con gli Edge ha dato uno scossone evidente alla sua storia, dopo anni di consolidamento nella fascia media del settore. Ma gli esempi sono tanti. Dalla ricerca e sviluppo di Samsung, in modo particolare nelle serie “minori”, ai rampanti Oppo e Xiaomi, che sembrano aver finalmente assunto una personalità soggettiva e distintiva nella giungla attuale.

Non cambia niente, o quasi

Capiamoci: non stiamo dicendo che il prossimo Pixel 5 sarà brutto in quanto a estetica ma ciò che abbiamo visto online nelle ultime ore non è certo piaciuto. Il leaker Xleaks7 ha infatti diffuso i render di quello che dovrebbe essere la nuova generazione di top di gamma di Google, in uscita a settembre. Ricordiamoci però che siamo ancora in attesa della presentazione dei Pixel 4a e Pixel 4a XL, che di norma dovrebbero già essere stati lanciati ma che, evidentemente, hanno sofferto i rallentamenti nella catena produttiva dovuti alla pandemia di Coronavirus.

La foto mostra un telefono poco interessante, che assomiglia quasi esattamente al Pixel 4 che lo ha preceduto. Il leaker ci tiene a precisare che quello sopra non è il già menzionato Pixel 4a, che potrebbe essere stato cancellato dalla roadmap di Google, a questo punto. Le uniche differenze notevoli sono che il produttore sembra aver abbandonato la biometria del riconoscimento facciale per un lettore di impronte digitali e, di conseguenza, svoltando per una costruzione quasi senza cornice (altrimenti si sarebbe visto anche un minimo notch).

I disegni dei costruttori di cover

I rendering sono presumibilmente basati su file CAD per i Pixel 5 che le aziende produttrici di cover e accessori ricevono prima della messa in commercio del terminale, per essere pronti con i gadget in tempo per l’arrivo nei negozi. Potrebbe essere un grosso fake ma, purtroppo, la perdita non è del tutto irrealistica.

Si dice che dopo le scarse vendite della linea precedente, Google stesse ripensando il suo approccio alla famiglia dei Pixel. Probabile quindi che la società smetta di concentrarsi su specifiche di punta, optando per un chip Snapdragon 765 di livello medio, dalle capacità simili a quelle del fratello 865 ma ovviamente meno potente. E questo ci fa riflettere anche sul nostro pensiero di partenza, quello che riguarda la fotocamera.

Potenza al ribasso

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90.È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello.Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo.Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII.È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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