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La leggenda di re Artù non smette mai di appassionare le generazioni e periodicamente al cinema e in tv arrivano degli adattamenti più o meno fedeli al ciclo bretone. Dal celebre film d’animazione Disney La spada nella roccia alla serie tv Merlin, dal King Arthur con Clive Owen a quello con Charlie Hunnam, l’elenco è quasi infinito e si aggiorna di continuo.

Il nuovo titolo che propone Netflix questa estate è una serie originale, composta da 10 episodi, con protagonista una delle attrici ‘simbolo’ della piattaforma streaming: Katherine Langford, ossia la Hannah Baker della serie televisiva Tredici. In Cursed interpreta la giovane ribelle Nimue, armata di poteri misteriosi e di una spada leggendaria. Per salvare il suo popolo si unisce all’affascinante mercenario Artù (Devon Terrell, noto per aver prestato il volto al giovane Barack Obama in Barry) alla ricerca di Merlino (Gustaf Skarsgård).

Il fantasy young adult

Basato sull’omonimo romanzo illustrato di Frank Miller e Tom Wheeler, Cursed riscrive la leggenda arturiana in chiave young adult: è la serie è un fantasy sullo stile di un’altra originale Netflix, Lettera al re. Al centro degli episodi c’è il coming of age dei personaggi, di Nimue in particolare, che deve comprendere le proprie radici e trovare il suo ruolo nel mondo.

Come la maggior parte dei prodotti che Netflix indirizza al pubblico degli adolescenti, è molto inclusivo: al centro della storia c’è una donna, Artù è interpretato da un attore nero, il cast in generale è multietnico e una piccola minoranza viene perseguitata.

Come molte altre serie destinate a un pubblico giovane, non vanta una struttura del racconto coinvolgente e particolarmente curata, ma l’ambientazione è affascinante e Katherine Langford si conferma un’interprete convincente e di carattere, che sa portare il ruolo di leader e protagonista.

I primi due episodi sono di vera e propria presentazione, la storia ci mette un po’ a ingranare ma vale comunque la pena seguirla se – come tanti utenti Netflix – si è alla ricerca di un bel titolo fantasy nell’attesa della quarta stagione di Stranger Things e della seconda di The Witcher.

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90.È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello.Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo.Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII.È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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