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È estate, si suda, fa caldo, si è ‘sporchi e subito’. Come il titolo dell’antologia di nuovi artisti che ha curato Fumettibrutti. Che coincidenza, stelline, direbbe lei. È un anno che non la sentiamo. Bene, la chiamiamo. Squilla una, due volte…

Come va?

“Sto resistendo”.

Di recente sono successe cose strane. Qualcuno ha iniziato a scriverti di non credere che sei trans.

“Non mi era mai capitato. Me lo dicevano, ‘io so chi sei’, come una roba da film horror: ‘So cosa hai fatto l’estate scorsa’, ed è brutto se sei una donna trans che non vuole fare coming out. Ma di sentirmi dire che non sono trans e che è tutta una messinscena non mi era mai successo”.

Assurdo. Aspetta, all’inizio anche tu non volevi fare coming out. Perché?

“Per sopravvivenza, abitudine, e il desiderio di sparire. Come si dice per le donne trans, la voglia di essere stealth, passare per cis, ma non porti avanti la società se decidi di nasconderti e lasciare correre. È una scelta, perché ognuno deve fare quello che si sente. Col mio ex ho iniziato a non dirlo: la vita era molto più semplice così. Era una forma di vita che non avevo mai provato. Ma non è ok: le vedi intorno a te le battaglie, non puoi nascondere lo sguardo quando vedi un’ingiustizia che ti riguarda”.

“Fate delle tavole di cui non vi pentirete per il resto della vostra vita”.

Per questo l’attualità la infiamma e me ne parla, e a lungo anche, ma prima facciamo un salto indietro per una breve bio da manuale. Josephine Yole Signorelli, nickname di Instagram @Fumettibrutti, arriva in libreria nel 2018 parlando di sesso con il graphic novel Romanzo Esplicito. Ha fatto coming out con i fan con il suo secondo libro, P. La mia adolescenza trans. E ora è al lavoro sul terzo (lo è da un anno ormai), “dovrebbe uscire nei giorni di Lucca Comics e farà scandalo di nuovo”, mi promette, ma intanto ha curato un’antologia, Sporchi e subito (tutto per Feltrinelli Comics, qui potete vedere le prime tavole): “All’inizio neanche la volevo fare: io guadagno con i fumetti e l’idea che nessuno creda in quello che faccio mi ha messo addosso la sindrome dell’impostore. Ho pensato: chi sono io per dire agli artisti, tu sì, tu no? Poi invece mi hanno convinta e mi hanno convinto i soldi (ride). E alla fine hanno fatto tutto gli altri fumettisti. Gli ho detto: il tema è il compromesso, fate delle tavole di cui non vi pentirete per il resto della vostra vita. Spoiler: io invece mi pentirò sempre”.

Pentirsi o meno, l’importante è proprio quello: non essere venuti a compromessi. E Fumettibrutti non è il tipo da farlo. Però così è come un eterno coming out: non ci si può nascondere. E non si possono più chiudere gli occhi. Per questo, un po’ tutto la riguarda. Anzi, ci riguarda. Soprattutto le ingiustizie. Al telefono, parliamo un po’ di attualità. Le dico, mi sembri molto informata, e lei: “Io sono incazzata. Fin quando potremo andare avanti a dire nella società…


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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90.È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello.Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo.Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII.È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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