fbpx

Con il suo ‘The Daily’, ‘Serial’ e l’alleanza con ‘This American Life’, il New York Times ha riunito i tre brand audio più importanti nel mondo anglofono.

The New York Times Company si rafforza nel digital audio con l’acquisizione di Serial Productions, la società che produce i podcast ‘Serial’, tra i più ascoltati del mondo con oltre 625 milioni di download, e un accordo di collaborazione creativa e strategica con il programma radiofonico ‘This American Life’, fresco di Premio Pulitzer per la categoria giornalismo audio.

‘This American Life’ è anche un podcast di successo con oltre 2.8 milioni di download per singolo episodio e grazie all’alleanza con il Times collaborerà alla realizzazione di storie audio long-form insieme a Serial Productions.

La collaborazione riguarda anche l’ambito marketing e advertising. Con il suo ‘The Daily’, ‘Serial’ e l’alleanza con ‘This American Life’, l’editore ha riunito i tre brand audio più importanti nel mondo anglofono.

Meredith Kopit Levien, chief operating officer di The New York Times Company, ha commentato «Abbiamo visto il potere dell’audio nel costruire profonde connessioni con la nostra audience. Abbiamo lanciato ‘The Daily’ nel 2017 ed è diventato velocemente il podcast di notizie più ascoltato del paese. Il nostro obiettivo è continuare a far evolvere la nostra offera audio e avviare un percorso sostenibile per un giornalismo audio coinvolgente e di alta qualità”.

Il primo dei nuovi show e serie che Serial Productions produrrà con la nuova gestione è ‘Nice White Parents’ nel quale la reporter Chana Joffe-Walt esamina il ruolo che le famiglie bianche giocano nel modellare l’istruzione pubblica, con i primi due episodi in arrivo giovedì 30 luglio sul sito NYTimes.com o sulle piattaforme podcast. ‘This American Life’ rimarrà invece indipendente e continuerà a trasmettere sulle radio pubbliche e via podcast come prima.


Leggi di più su: www.brand-news.it

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90.È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello.Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo.Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII.È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

Leave a Reply