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La nuova app alternativa a Twitter di Meta, “Threads”, è apparsa in alcuni app store

 

Si tratta di un tempismo interessante, considerando le attuali restrizioni sulla visualizzazione dei tweet.

Ieri, senza alcun preavviso, la nuova app di Meta per la messaggistica simile a Twitter – che a quanto pare si chiamerà “Threads” – è apparsa nel Google Play Store in alcune regioni.

Instagram Threads screenshots
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Personalmente non capisco come mai sia stato scelto il nome “Threads”, dato che Meta ha già lanciato e chiuso un’app di messaggistica separata chiamata Threads nel 2021. Sembra un nome potenzialmente maledetto, ma Meta sembra intenzionata a sceglierlo comunque.

Come puoi vedere in questi scatti promozionali, condivisi dal ricercatore di app Alessandro Paluzzi, la nuova app “Threads” di Meta consentirà agli utenti di trasferire il proprio nome utente IG sulla nuova piattaforma basata sulle conversazioni, che essenzialmente apre le chat DM su base pubblica.

Come Twitter, ma con un’inclinazione IG Direct.

Come si legge nella descrizione dell’app sul Play Store:

“Threads è il luogo in cui le comunità si riuniscono per discutere di tutto, dagli argomenti che ti interessano oggi a quelli che saranno di tendenza domani. Qualunque cosa ti interessi, puoi seguire e connetterti direttamente con i tuoi creatori preferiti e con altri che amano le stesse cose, oppure creare un tuo fedele seguito per condividere con il mondo le tue idee, le tue opinioni e la tua creatività”

Si tratta di una descrizione piuttosto concisa di Twitter, ed è così che Meta presenta la sua nuova applicazione.

Meta sta lavorando da tempo alla sua piattaforma testuale: ad aprile sono emerse le prime notizie che parlavano di un “social network decentralizzato per la condivisione di aggiornamenti testuali”.

L’elemento della decentralizzazione sembra ora essere una considerazione minore, con Meta che si concentra invece sull’utilizzo della scala di Instagram come trampolino di lancio per costruire una valida alternativa a Twitter e una casa per i molti dipendenti che non sono soddisfatti dei cambiamenti di Elon Musk all’interno dell’app.

Il che, come abbiamo notato, potrebbe raggiungere un nuovo picco: Twitter ha infatti implementato nuovi limiti al numero di tweet che le persone possono visualizzare, nel tentativo di combattere gli scrapers di dati.

Se gli utenti di Twitter che seguono un trending topic – come, ad esempio, la guerra in Ucraina o l’NBA free agency – sono ora colpiti da questi nuovi limiti, potrebbero essere sempre più desiderosi di una nuova casa per le conversazioni – anche se la nuova app non è apparentemente disponibile, con l’elenco del Play Store che appare solo in poche regioni in questa fase (puoi verificare tu stesso se è attiva nella tua regione a questo link).

Allora perché è apparso all’improvviso, con poco clamore e proprio durante un weekend lungo?

Potrebbe trattarsi di un inconveniente, di un errore del Play Store che l’ha resa visibile troppo presto, oppure di un test limitato da parte di Meta, in vista del passaggio alla fase successiva.

In ogni caso, sembra che un nuovo tweet alternativo sia molto vicino.

Il proprietario di Twitter, Elon Musk, e il capo di Meta, Mark Zuckerberg, hanno dichiarato di essere pronti a ingaggiare un combattimento in gabbia, scatenato dalle prime discussioni sull’applicazione rivale di Meta.

Secondo quanto riferito, l’incontro potrebbe svolgersi al Colosseo di Roma e il governo italiano avrebbe chiesto di ospitare l’incontro. Il Ministero della Culturaitaliano ha smentito la notizia, ma l’incontro stesso potrebbe andare in scena, con i due mega-miliardari che si affronteranno in uno scontro fisico per dimostrare… qualcosa.

Potrebbe trattarsi solo di un’operazione di facciata, una trovata pubblicitaria, mentre Meta cerca di bere il frullato di Twitter.

E con il più ampio spostamento verso le chat DM, rispetto alla pubblicazione dei feed, forse è il momento giusto per la nuova iterazione di Threads, anche se continuo a temere che il lancio di una nuova app con lo stesso nome sia un errore strategico destinato a fallire fin dall’inizio.

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