Ci sono ben poche speranze di vedere il nuovo Galaxy Note 21 all’evento Unpacked di Samsung dell’11 agosto. A dire il vero, già a fine 2020 la sensazione che la compagnia stesse abbandonando la serie di smartphone per i professionisti era nell’aria.

Peraltro senza grosse motivazioni analitiche, ossia i Note hanno sempre venduto bene, vista anche la tempistiche che divideva l’anno solare di Samsung in due: il primo semestre dedicato alla famiglia “S”, il secondo ai “Note”. Poi sono arrivati i Fold. A quel punto, nel portafoglio della coreana erano tre i top di gamma. Molto difficile spalmarli equamente sui dodici mesi, soprattutto per i prezzi alti e la poca voglia dei consumatori di cambiare modello così spesso.

Via i Note, ecco i pieghevoli

Sostituire i benvoluti Note con i Fold è quanto di più logico una programmazione di business potesse fare. Lo pensavamo e ieri TM Roh, a capo della divisione mobile di Samsung, lo ha confermato, più o meno direttamente. In un post sul blog ufficiale, il manager ha spiegato: “Sono entusiasta nel dire che la nostra terza generazione di dispositivi pieghevoli aprirà nuove incredibili capacità multitasking e una maggiore durata della batteria per ancora più persone in tutto il mondo. Invece di svelare un nuovo Galaxy Note, questa volta porteremo le sue amate funzionalità su più dispositivi Galaxy”.

Le funzionalità sono incentrate, e questo si sapeva già, sul poter utilizzare la S Pen altrove, su altri dispositivi. Un elemento che si era palesato questo gennaio, quando il top della serie S21, il modello Ultra 5G (qui la nostra recensione), aveva dato il lancio alla possibilità di usare sul suo schermo la biro, con funzionalità derivate proprio dai Note, come il menu veloce e l’Air Command. Ovviamente il pennino era da acquistare a parte e privo di connessione Bluetooth, utile sui Note per comandare i player multimediali e lo scatto…


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