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Amazon prende posizione e annuncia che non venderà più libri che descrivono l’identità di genere o sessuale come “malattia mentale”. Una chiara scelta a sostegno della comunità Lgbt.

La società aveva già ritirato dal mercato il controverso testo, When Harry Became Sally: Responding to the Transgender Moment (Quando Harry è diventato Sally: rispondendo al momento transgender) dell’autore conservatore Ryan Anderson.

Pubblicato nel 2018, il libro vuole rispondere alle “domande che sorgono nel nostro momento transgender, esponendo il contrasto tra la rappresentazione solare dei media della fluidità di genere e la realtà spesso triste di convivere con la disforia di genere”, come indicato sul sito dell’editore Encounter Books.

“Ci riserviamo il diritto di non vendere determinati contenuti”, ha dichiarato però l’azienda in una lettera al Congresso degli Stati Uniti rispondendo a un gruppo di senatori repubblicani che avevano contestato la rimozione del libro di Anderson, conosciuto anche per la sua opposizione al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

I senatori Marco Rubio, Mike Lee, Mike Braun e Josh Hawley avevano infatti scritto direttamente al fondatore di Amazon, Jeff Bezos, criticando la scelta di non rendere disponibile sulla piattaforma il testo e definendo questo gesto un segnale “per gli americani conservatori che le loro opinioni non sono benvenute”.


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