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Artisti o startupper? Abbiamo chiesto allo youtuber Alessandro Tenace come funziona la gestione fiscale del suo lavoro 3

Qualche settimana fa St3pNy, famoso youtuber e tra i volti noti del web nostrano, è stato multato per aver evaso circa un milione di euro, secondo quanto denunciato dalla Guardia di Finanza.

La notizia ha fatto emergere alcune irregolarità nella posizione reddituale degli influencer, figura che a tutti gli effetti va considerata come una posizione professionale oggi.

Dalle indagini è emerso che lo youtuber  avrebbe omesso di dichiarare negli ultimi cinque anni ricavi per oltre 600.000 euro e non avrebbe versato IVA per oltre 400.000 euro. Per questo motivo gli sarebbe stata comminata una multa da parte delle forze dell’ordine, con la necessità di regolarizzare la propria posizione fiscale.

Lo youtuber si è discolpato in un video sostenendo di aver pagato le tasse e di essere disponibile a regolarizzare la propria posizione.

Al di là del singolo caso, resta aperta una questione: la posizione di youtuber non è ufficialmente riconosciuta nell’attuale ordinamento.

Non esiste cioè una figura corrispondente all’Agenzia delle Entrate, per identificare la professione e consentire quindi una regolare registrazione e il versamento di tasse e contributi dovuti.

Per capire meglio come funziona il lavoro di youtuber e influencer, per provare a capire quanto può guadagnare un creator e per conoscere le regole e i numeri su cui si basa questa professione, abbiamo rivolto alcune domande ad Alessandro Tenace, membro del duo theShow, che ci ha illustrato come funziona da un punto di vista di gestione fiscale una figura professionale come la sua.

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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