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“Il vaccino Covid non funziona” o ancora peggio “fa solo del male”. Non è difficile trovare sui social contenuti che esprimono o incoraggiano lo scetticismo sui vaccini contro il coronavirus.

Gli artefici sono per lo più un piccolo gruppo di utenti di Facebook. A sostenerlo è uno studio interno della piattaforma stessa che da lunedì, tra l’altro, ha annunciato che etichetterà, al fine di renderli riconoscibili, tutti i contenuti che mettono in discussione la sicurezza dei vaccini.

La ricerca, riportata prima dal Washington Post, conferma così ciò che gli scienziati hanno a lungo sostenuto: l’effetto della camera dell’eco ha amplificato alcune convinzioni all’interno delle comunità dei social e anche solo discutere, non per forza disinformare sui vaccini, può contribuire all’esitazione sul voler essere vaccinati.

I ricercatori di Facebook hanno così diviso utenti, gruppi e pagine in 638 “segmenti di popolazione” e li hanno studiati per “dubbi sui vaccini”, sottolinea il Wp, che ha potuto visionare il documento della ricerca non ancora pubblicato ufficialmente. “Sono preoccupato di ricevere il vaccino perché è così nuovo” o “Non so se un vaccino è sicuro”, sono alcuni degli esempi di linguaggi e discussioni presi in esame per la ricerca.

Considerando che ogni “segmento” può contare fino a tre milioni di persone, la ricerca di Facebook può potenzialmente esaminare l’attività di più di un miliardo di persone (meno della metà dei circa 2,8 miliardi di utenti attivi mensilmente su Facebook).

La ricerca…


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