La disinformazione e la diffusione di fake news spesso è veicolata da gruppi WhatsApp di classe con i genitori. Per questo motivo il sindaco di Desulo, nel nuorese, Gigi Littaru ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post ‘ironico’ nel quale invita le mamme a non creare altri gruppi WhatsApp pena la requisizione del telefono.

Nel post, infatti, il sindaco ordina ironicamente “alle mamme, zie e nonne il divieto di utilizzo degli attuali gruppi medesimi nonché il divieto assoluto di creare nuovi cosiddetti “gruppi mamme” o analoghi” aggiungendo che “la violazione della presente ordinanza sarà punita con il sequestro dello smartphone e con la sospensione dell’account Whatsapp fino al termine dell’anno scolastico”.

Nell’approssimarsi della riapertura delle scuole credo che questa ordinanza possa servire. OGGETTO: ABOLIZIONE DEI…

Pubblicato da Gigi Littarru su ;Martedì 1 settembre 2020

Ma il post del sindaco, piuttosto che incoraggiare le persone a informarsi correttamente senza cadere nelle fake news sempre più presenti on line, sembra riflettere una mentalità piuttosto patriarcale nel quale solo sempre e solo le donne a veicolare tali notizie.

La proposta di chiusura di tali gruppi è infatti giustificata dalla percezione che siano sempre le mamme e le zie a condividere informazioni fasulle e antiscientifiche. “Constatato altresì che la gran parte dei genitori soprattutto di sesso femminile (ai quali spesso si aggiungono nonne e zie e maestre) ne fa un uso massiccio e talvolta sconsiderato soprattutto per comunicazioni riguardanti la scuola [… e] tenuto conto che l’attuale incertezza in materia di riapertura delle scuole causata dalla situazione sanitaria in atto potrebbe causare una esplosione di messaggi ed esternazioni in grado di confondere ancora di più la cittadinanza lasciando i genitori padri in balia delle schizofrenie delle mamme nonché di riflettersi negativamente sia sul personale docente che quello non docente”.

I maschi, al contrario, fiuterebbero come cani da tartufo i pettegolezzi infondati e ne sarebbero influenzati solo per colpa delle femmine che frequentano i gruppi delle mamme. Il divieto del sindaco risulterebbe utile infatti a “preservare la salute mentale degli studenti, del personale docente, dei genitori di sesso maschile, costretti a sopportare le peggiori schizofrenie, e comunque della cittadinanza tutta.”

Un tentativo di scherzare sull’emergenza fake news che sembra – però – esser andato oltre i confini dell’ironia per travalicare quelli dello stereotipo sessista.

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