Nel mezzo di una delle crisi più impattanti dal secondo dopoguerra, i brand cercano di ridefinire il proprio marketing mix tenendo conto delle conseguenze economiche della pandemia, ma anche della possibilità di intercettare opportunità.

Pr & Influence di Ogilvy propone, tra le possibili risposte, l’approccio R.A.I.S.E — un acronimo tra le parole Reach, Advocacy, Integration, Simplification, Empathy — che sottolinea il ruolo degli influencer come leva strategica per i brand. Una raccomandazione confermata anche da più di 80 influencer provenienti da tutta Italia, con una fanbase compresa tra i 50mila e 1 milione di follower, ai quali è stato chiesto, attraverso un sondaggio online, di dare la propria opinione su “se e come cambierà la loro professione e il rapporto con i brand.”

“In un momento come questo, dove siamo chiamati a dare risposte pronte e proattive ai nostri clienti che stanno reagendo all’emergenza creata dalla pandemia, abbiamo ritenuto importante fare un’approfondita riflessione su uno degli strumenti del marketing mix che oggi piò risultare davvero strategico per adattarsi alle nuove esigenze della comunicazione che deve necessariamente essere più rilevante, valoriale, realistica, personale – spiega Luca De Fino, Head of PR&Influence di Ogilvy -. Da un’analisi del mercato italiano, ma anche dall’ascolto degli influencer stessi, capiamo che oggi le parole chiave sono “digitale” e “autenticità”. Le persone scelgono oggi brand che hanno qualcosa da dire e che agiscono concretamente. E i brand spesso scelgono di parlare attraverso gli influencer, capaci di avvicinarli alla loro audience. Inoltre, questa è forse una grande opportunità per far evolvere l’intera industry: da mero strumento di advertising a vero e proprio modello di produzione dei contenuti basato sui talenti e le capacità professionali degli influencer.”


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