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  • Il cambiamento della percezione delle diversità parte dai più piccoli si plasma attraverso il gioco
  • Le aziende di giocattoli sperimentano con successo nuovi modelli e nuove bambole capaci di raccontare ogni singola storia attraverso le diversità. Si impara che la normalità non è la perfezione ma il riflesso di se stessi

Negli ultimi tempi il concetto di inclusività è sempre più presente nel panorama dei giochi. L’inclusività è un argomento più volte discusso e affrontato nelle pubblicità, nella moda e ampiamente in ambito di consapevolezza sociale. Brand e aziende stanno pian piano contribuendo a cambiare la percezione nei confronti della diversità di genere, sociale e in particolare della disabilità.

Ora più che mai è dovere dei brand ampliare la rappresentazione dei propri prodotti: rappresentazione di quel pubblico che fino ad oggi non è stato ascoltato abbastanza. L’esigenza attuale di questo “sottogruppo” è che da consumatore necessita, come tutti, di riflettere la propria immagine nei marchi e nei loro prodotti acquistati. Un maggiore senso di appartenenza che può creare un collegamento ancora più stretto con i valori e con l’etica dei brand. E così le maggiori aziende di giocattoli iniziano a diffondere un messaggio di inclusività, rivolgendo la loro attenzione alle diversità dei più piccoli perchè, soprattutto i bambini, devono sentirsi parte integrante della comunità.

Barbie: la realtà è la vera bellezza

Mattel già dal 2016, attraverso l’iconica Barbie, aveva lanciato un messaggio di positività per combattere le diseguaglianze di genere: con “Puoi essere ciò che vuoi” spronava le giovani donne a seguire i propri sogni. Recentemente il brand di giocattoli ha annunciato al mercato l’uscita di nuove bambole che rappresentano persone vere, comuni, con i loro problemi congeniti o sviluppati. A fine 2019 sono stati creati diversi modelli di Barbie: con la vitiligine (una malattia della pelle che porta alla depigmentazione), senza capelli, sulla sedia a rotelle e con una gamba protesica.

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Mattel ha voluto rappresentare con questa collezione una “visione multidimensionale di bellezza e moda“.

Finita l’epoca delle Barbie alte, magre e perfette, il brand ha aggiunto ai suoi valori anche quello dell’inclusività, riconoscendo appunto che le sue potenziali acquirenti non debbano rispecchiare la perfezione ma al contrario la propria realtà. Essere se stesse in una personale dimensione rappresentativa, dal colore della pelle, al tipo di fisicità, alle condizioni di salute fino alla scelta della carriera.

Mattel promuove il singolo riflesso, normalizzato e integrato nella società attraverso una bambola che assume sembianze diverse.

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Creatable World: inclusività di genere

Sempre Mattel promuove l’impatto positivo dell’inclusività creando una nuova bambola, priva di genere, libera da ogni etichetta in cui il gioco è dunque aperto a tutti i bambini.

Creatable World è venduto in diversi kit in cui le bambole, dai diversi tipi di pelle possono essere composte a proprio piacimento attraverso vari tipi di abbigliamento e capigliature. La scelta regala la libertà di creare personaggi personalizzati, senza suggerimenti al momento dell’acquisto.

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American Girl: l’inclusività attraverso ogni personale storia

Un’altra selezione di bambole dedicate alla bellezza originale.

American Girl funge da finestra della realtà rispecchiando i caratteri e la vita di ciascuna bambina, ovunque nel mondo. Questa collezione infatti offre una varietà di bambole dalle caratteristiche fisiognomiche che promuovono le diverse culture.

Colore, forma degli occhi, dei capelli e caratteristiche del viso, accessori e soprattutto storie: ogni giocattolo è legato alla propria individualità che racconta cultura e origini, non solo come autoaffermazione di sè ma anche per diffondere la conoscenza di Paesi diversi.

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Ma Mattel ha ancora nuove proposte riguardo l’inclusività: diverse bambole con disabilità fisiche, complete di accessori.

Joss Kendrick della linea American Girl è stata premiata come “l’American girl dell’anno 2020“. Joss è una bambola-bambina non udente di 10 anni amante del surf che indossa un apparecchio acustico. Le sue amiche sono McKenna, con disturbi dell’apprendimento e Gabriela, affetta da balbuzie.

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La volontà da parte del brand è stata ancora una volta quella di far rientrare nella normalità qualsiasi tipo di disabilità, come quella di indossare un apparecchio acustico.

Avere un giocattolo che rispecchi la propria immagine, la propria normalità, sta convincendo sempre più i genitori e la società che finalmente si possa abbattere attraverso il gioco, qualsiasi tipo di stereotipo. Le storie personali di queste bambole intendono incoraggiare le bambine ad affrontare le sfide personali nella vita…


Leggi di più su: www.ninjamarketing.it

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