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Lo ha detto il Ministro dello Sviluppo Economico: le misure di Impresa 4.0 hanno dimostrato di poter fare da effetto leva sugli investimenti ma, in questi due anni, hanno riguardato poche imprese e praticamente tutte medio grandi.

Per questo Transizione 4.0 (la nuova politica dell’attuale Governo) punta ad ampliare la platea delle imprese beneficiare, attraverso diversi meccanismi come, per esempio, la trasformazione del super e iper ammortamento nel nuovo credito d’imposta per beni strumentali che dovrebbe diverrebbero favorire anche soggetti senza utili” e in regime forfettario come le imprese agricole.

Certo, la complessità nell’applicazione di queste misure è data in primis da un elemento di contesto che alcuni dati ci aiutano a cogliere: secondo l’indice DESI (l’indice internazionale che misura il livello di competenze digitali), nel 2018 l’Italia si trova quartultima fra i Paesi dell’Unione Europea, seguita da Bulgaria, Grecia e Romania. La prima causa riguarda l’arretratezza del nostro sistema scolastico e formativo di base.

Secondo il Centro Studi di Confindustria (dati Istat) l’89% delle 67.000 piccole imprese manifatturiere, comprese fra i 10 e 49 addetti, sono ancora oggi analogiche o digitali imcompiute. La situazione migliora nelle imprese con 250 e più addetti, dove quasi la metà delle imprese rientra negli «innovatori 4.0 ad alto potenziale». Sommando a questo dato anche i «possibili innovatori» si raggiunge l’88% del totale.

Digitalizzare le piccole imprese italiane del Sud: il modello di PIDMed 5

PMI e I4.0 in Campania: l’esperienza di PIDMEd

Questi dati (e altri ancora si potrebbero indicare) ci confermano ciò che, sul campo, Societing 4.0 ha verificato di persona: le piccolissime e piccole imprese -specie quelle del Sud- sono ancora distanti dal 4.0.

Nel corso degli ultimi due anni, con il progetto PIDMed, Societing 4.0  ha incontrato oltre 500 imprese delle province di Caserta e Salerno e avviato almeno 200 piccole progettualità di trasformazione digitale.

PIDMed è il Punto Impresa Digitale a vocazione Mediterranea realizzato dalle Camere di Commercio di Caserta e Salerno in collaborazione con l’Università Federico II. I Punti Impresa Digitale (PID) sono strutture di servizio promosse da Unioncamere (ce ne sono 88 in tutta Italia) che sono dedicate alla diffusione della cultura e della pratica del digitale nelle micro piccole e medie imprese di tutti i settori economici. Dagli incontri realizzati da allo staff di PIDMEd presso  le imprese sono nate varie idee su nuove modalità di supporto per lo sviluppo del sistema imprenditoriale locale addomesticando” le tecnologie al genius loci come, ad esempio, la possibilità di condividere soluzioni 4.0 e creare sistemi di data commons” dove i dati vengano intesi come bene comune a servizio di interi settori/comparti/distretti.

Come coordinatore del progetto ho immaginato che far incontrare le imprese e  il sistema delle conoscenze elaborate dal mondo della ricerca all’interno dell’Università, non sarebbe stato semplice.

Il primo lavoro è stato quello di mappatura dell’offerta di soluzioni tecnologiche e, in un secondo momento, abbiamo incontrato le imprese direttamente all’interno delle loro realtà. Ci siamo messi al loro servizio attraverso un percorso che partisse dall’analisi delle loro reali esigenze prima che dalle tecnologie. Grazie a questa conoscenza sviluppata sia rispetto all’offerta (prima di tutto), sia rispetto alla domanda (potenziale!), spesso abbiamo proposto soluzioni a basso costo, operando con metodologie di retrofitting, cioè attraverso soluzioni 4.0 che hanno attualizzato macchinari già un uso nelle imprese, grazie all’utilizzo di tecnologie open source.

Questi processi di cambiamento non passano solamente dall’informazione ma necessitano di un differente sistema di relazione tra diversi attori e questo, nelle realtà come quelle incontrate da PIDMed, è passato dalla mediazione di uno staff di giovani facilitatori della trasformazione digitale, adeguatamente formati dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli,  che hanno incontrato gli imprenditori presso le loro aziende, hanno ascoltato le storie delle imprese e hanno fatto da ponte tra le soluzioni mappate presso i Centri di ricerca coinvolti e le criticità evidenziate, in modo spontaneo, dagli imprenditori.

Digitalizzare le piccole imprese italiane del Sud: il modello di PIDMed 6

Cosa serve ancora

In contesti come questi, dove la maggior parte delle imprese sono piccole e a matrice artigianale o agricola, non si può pensare che lo sviluppo tecnologico passi, come in altre realtà più strutturate, da processi che sono trainati dalle grandi imprese. Per questo, a nostro avviso, servono piattaforme territoriali che creino sistemi vantaggiosi per le imprese e i territori. La nostra esperienza ci dice che ci sono alcune condizioni  possibili che favoriscono la trasformazione 4.0:

  • la proposta di soluzioni meno impegnative dal punto di vista dei costi e dell’inserimento nei processi…


Leggi di più su: www.ninjamarketing.it

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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