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È l’app del momento, nonostante sia nata due anni fa. È stata sviluppata da una società russa. Il suo nome è Wireless Lab, una compagnia fondata da Yaroslav Goncharov. Sì, ormai lo sanno tutti, utilizza strumenti e tecnologie di Intelligenza Artificiale per applicare un filtro che ti invecchia, ti aggiunge barba e baffi, e altri vezzi. Si chiama FaceApp, da qualche giorno è il passatempo preferito di politici, calciatori, vip di ogni tipo. Un po’ di tutti insomma. Perché? Fa divertire. Dopo due anni passata inosservata, è diventata virale grazie ad un giochino. Si chiama #FaceAppChallenge. È bastato questo per il solito effetto valanga. Tutto ok? Insomma.

leo - Faceapp
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Qualche problema sul tavolo

Non si vuole essere a tutti i costi dei guastafeste, ma la domanda è: una volta che abbiamo scattato la nostra bella (!) foto, che ci siamo invecchiati o camuffati a dovere, e condiviso la nostra creazione, ebbene, quella foto che fine fa? Non solo. L’app ha accesso al nostro album di fotografie? Se sì, anche in questo caso, che fine fanno i nostri dati? Il sospetto è che FaceApp sia sicuramente in grado di accedere alla nostra library (anche se Photos Permission è impostato su “mai”?).

Sui server dello sviluppatore. Se il nuovo tormentone social coinvolge nuovi utenti ogni minuto che intasano i flussi dei social con la loro foto da vecchi, più di qualcuno inizia a interrogarsi sulla questione privacy: come per ogni app, infatti, è bene ricordare che potenzialmente ogni scatto potrebbe essere archiviato nei server dello sviluppatore.

Informativa intrinsecamente vaga

Secondo alcuni utenti l’app in questione violerebbe la privacy perché  una volta elaborata l’immagine del nostro volto, la foto viene memorizzata nei server della società russa e non è ben chiaro che fine fanno questi dati. Rileviamo che i giornalisti del sito 9to5mac.com hanno provato a contattareFaceApp per un commento ma non hanno ancora ricevuto risposta e “l’ informativa sulla privacy della app è intrinsecamente vaga”, ha fatto notare il magazine.

 

Continua su5: È virale e fa divertire i social, ma nessuno sa dove finiscono le nostre foto. Parliamo di Faceapp

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