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Conosciamo tutti l’inconfondibile “ta-dum”, la sigla introduttiva di Netflix, che è in circolazione dal 2015 – e molti di noi la sentono diverse volte al giorno. Ma come è nata? Il podcast Twenty Thousand Hertz e il suo conduttore Dallas Taylor hanno deciso di scoprirlo, svelando l’affascinante storia che c’è dietro questo onnipresente logo sonoro.

In una puntata interamente dedicata a questa sigla, il vicepresidente dell’area Prodotti di Netflix, Todd Yellin, inizia svelando che tra di loro la chiamano “ta-dum”. Yellin è un ex regista appassionato di sound design, ed è stato lui a guidare il processo che ha portato alla creazione del ta-dum: un elemento sonoro che viene collegato immediatamente all’esperienza di guardare Netflix.

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Creare quel suono ha comportato diverse sfide, soprattutto legate al fatto che doveva essere molto corto. Yellin non voleva che ricordasse troppo un software o un videogame. Nel 2020, nessuno ha alcun dubbio sul fatto che Netflix sia sinonimo di entertainment più che di tecnologia, ma la sigla introduttiva doveva comunicare anche questo. Yellin voleva che quel suono raccontasse una storia – in tre secondi o meno.

Per questo progetto Yellin ha arruolato il sound designer Lon Bender, vincitore di un Oscar, dandogli dei parametri in base ai quali ideare la sigla: tensione, risoluzione, eccentricità e altro ancora. Bender ha proposto 20-30 effetti sonori in stili diversi. Per parecchio tempo, in cima alle preferenze è rimasto un suono simile al ta-dum odierno, in cui era stato inserito anche il verso della capra.

Yellin ricorda che a lui piaceva un suono che ricordava il gorgoglio dell’oceano. Ma non gli interessava tanto il suono in sé quanto quello che faceva provare. Un focus group ha collegato la prima versione del ta-dum ai concetti di “sensazionale”, “interessante”, “inizio” e perfino a “film”, senza che nessuno dei partecipanti fosse al corrente dello scopo della sigla.

Alla fine, è stata la figlia di Yellin, di 10 anni, a fare la scelta finale tra i cinque candidati rimasti in lizza perché Yellin non riusciva a decidersi. Il logo definitivo è stato poi ritoccato, aggiungendo al finale un effetto sonoro che suggerisce l’idea di qualcosa che sta “sbocciando” – quel piccolo crescendo che si sente proprio prima dello stacco finale, che è poi la chitarra di Charlie Campagna del Formosa Group. Nel complesso, c’è voluto un anno per creare il ta-dum che conosciamo oggi, e che amiamo.

Alla fine della puntata, Yellin fa notare di essere molto grato per la scelta di non usare la capra.

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