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La diffusione del coronavirus ha impattato sulle vite delle persone in tutto il mondo. I riflettori sono tutti puntati –come giusto che sia– sui costi che sta portando in termini sia di salute che di vite umane.

Ma c’è un altro aspetto che non è da sottovalutare: l’impatto della diffusione del virus sul marketing mondiale.

Nelle ultime settimane, infatti, si sta assistendo a un cambiamento radicale anche nelle abitudini di acquisto dei consumatori. Tra le conseguenze dirette della diffusione del virus, ad esempio, si prevede un forte aumento degli acquisti online, causato anche dal fatto che molte persone non possono o non vogliono uscire di casa.

Anche il settore del turismo sta subendo un forte impatto negativo che colpisce sia il mondo delle affiliazioni che gli stessi locali di ristorazione e hospitality.

Si stima che Expedia subirà perdite per addirittura 30 o 40 milioni di dollari.

Ma ci sono anche altri settori che subiranno un brusco rallentamento dovuto al virus, come ad esempio chi lavora a stretto contatto con la Cina, sia nel mondo delle affiliazioni, sia per chi acquista oggetti, forniture o pezzi di ricambio proprio da questo Paese.

Secondo la Harvard Business Review, infatti:

We predict that the peak of the impact of Covid-19 on global supply chains will occur in mid-March, forcing thousands of companies to throttle down or temporarily shut assembly and manufacturing plants in the U.S. and Europe.

The most vulnerable companies are those which rely heavily or solely on factories in China for parts and materials. The activity of Chinese manufacturing plants has fallen in the past month and is expected to remain depressed for months.

Non conoscendo l’evoluzione che questa situazione avrà, è bene quindi cercare di analizzare la situazione nella sua interezza, non farsi prendere dal panico e iniziare a pensare a come prepararsi ai cambiamenti.


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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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