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Succede tutto in poche ore, quasi fosse una congiunzione astrale dal sapore un po’ beffardo. Dalle spiagge di Monte Carlo Cristina D’Avena posta su Instagram una foto in bikini che manda in subbuglio l’universo social.

La 56enne cantante bolognese, compagna d’infanzia di intere generazioni per le sue interpretazioni delle sigle dei cartoni animati, mostra al pubblico un fisico che suscita commenti contraddistinti da toni variegati (e dalle squallide e stonate provocazioni di carattere sessuale, delle quali si farebbe volentieri a meno).

Dopo poco, ecco che sulle tendenze di Twitter balza in testa l’hashtag giusto al momento sbagliato: #tette. L’equazione sembra scontata: la foto di Cristina D’Avena è diventata virale e il web è “impazzito” per lei. Ma non è così.

Forse non tutti sanno che oggi ricorre il primo anniversario del viaggio in Italia di Kim Nam-joon, in arte RM, rapper sudcoreano e frontman del gruppo musicale BTS. E fin qui il nesso con la cantante sembra più oscuro della notte.

Bisogna essere degli appassionati del k-pop, il pop coreano, per sapere che in occasione di quella trasferta i fan della band avevano adoperato l’hashtag #tette come parola in codice per parlare dei propri idoli e generare tendenza. Operazione riuscita, anche quest’anno, tra stupore e risate. Merito di una congiunzione social.

Poche ore dopo è entrato nelle tendenze di Twitter #italianarmysgoingtojail. La spiegazione arriva proprio dagli account delle fan del K-Pop: un utente ha infatti taggato il profilo dei Carabinieri per verificare l’hashtag “incriminato”. Da qui l’ironia di finire in prigione proprio per un cancelletto.

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