“Diventa sempre più difficile stare sui social”, dice Maura Gancitano, che con Andrea Colamedici gestisce il progetto casa editrice-libreria-teatro Tlon ed è ospite del Festival delle relazioni digitali sulla pagina Facebook di Match and the City (fino al 21 febbraio). L’incontro si intitola ‘Relazioni con il digitale: prospettive per fiorire’ ed è moderato da Marvi Santamaria.

“Rispetto allo spazio pubblico”, continua, “qui troviamo ad armi pari chi è meno rappresentato nella vita reale”, ma siccome non sappiamo stare sui social di fronte a tanta diversità, “le persone si incontrano e si scontrano senza la capacità di gestirsi e da qui viene il silenziamento: (…) la gran parte degli utenti non interagisce sui social (…) perché ha paura di trovarsi in un’atmosfera tossica”.

“È quanto accade anche a chi fa divulgazione”, aggiunge, “sentirsi fin da subito circondato da chi ti vuole criticare, gli hater, che alla fine sono quelli che ti seguono di più (…) per portarti al silenziamento, soprattutto se sei donna”.

È una questione di rapporti attraverso gli schermi. “L’incontro vero”, si inserisce Colamedici, “è un incontro di anime e si può sviluppare online, anche solo tramite la voce”. La possibilità “è di conoscere chi altrimenti nella realtà non avremmo incontrato, il diverso da noi, sfuggendo all’algoritmo che vuole sempre farci conoscere gente che ci assomiglia. (…) Dobbiamo aiutarci e aiutare a considerare il digitale come un campo dell’ignoto e non del noto, che si costruisce e non si subisce“, per interagire con l’alterità.

“Non si tratta di conoscere di più, ma meglio”, prosegue, “e di esporre parti di te che altrimenti non mostreresti: l’idea della recita. (…) Non dico di fare account fake, ma di esprimere gli altri nostri io (che non trovano spazio nella vita reale, ndr). Sarebbe più divertente così”.

“I social potrebbero essere una palestra democratica straordinaria”, conclude, “educandoci a discutere (…) abitando…


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