fbpx
0

“Ho paura di dover combattere la vostra cazzo di ignoranza, e il vostro spietato coraggio di vedermi quando chiamate l’ambulanza e dirmi che non riuscite a tenere la mascherina per 2 ore di viaggio in treno perché andate in “iperacidosi”. Giorgia, che lavora come soccorritrice in ambulanza a Milano per l’associazione Mediolanum, ha pubblicato su Facebook un post diventato virale.

“Sono io che guardo le foto e i video della vostra movida e di notte non dormo perché ho paura di dover tornare a stare sola, lontana dalla mia famiglia perché faccio un “lavoro rischioso”, ha scritto la giovane, puntando il dito contro la superficialità di chi non rispetta in alcun modo le regole più basilari per evitare il contagio: indossare la mascherina, disinfettare le mani, mantenere le distanze.

“Ho paura dell’ignoranza più di quanto abbia paura del virus – si legge ancora nel post – Perché per 4 mesi ho visto colleghi stanchi, mi sono addormentata senza mangiare per 3 sere di fila, ho trattenuto la pipi anche per 10 ore, perché non potevo togliermi la tuta in tyvek. Ho paura di voi, che ci avete chiamati “eroi”, ma adesso vi siete già dimenticati dei segni sulla nostra faccia di quella cazzo di mascherina che portate come braccialetto”.

Quello di Giorgia è uno dei tanti messaggi pubblicati nelle ultime settimane da chi opera nel mondo sanitario per mettere in guardia – soprattutto i più giovani – contro la diffusione del Covid.

Uno degli ultimi post più condivisi sui social era stato quello di Marco Bellafiore, infermiere al Policlinico Umberto I di Roma. Alla vigilia di Ferragosto aveva scritto in romanesco: “Veniteme a dì che è tutto ok, che non ce n’è coviddi, Intanto, a 30 gradi e con una tuta da centro dimagranti sobrino, ce stamo noi, non voi”.

Potrebbe interessarti

Il video: “Un ragazzo ha inventato una pistola spara-mascherine per chi non le indossa


Leggi di più su: it.mashable.com

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

Leave a Reply