Due amici d’oro. L’italiano Gianmarco Tamberi e il qatariota Mutaz Essa Barshim hanno conquistato entrambi il primo posto nel salto in alto alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e durante la premiazione si sono lasciati andare a un gesto di grande sportività: ognuno ha consegnato all’altro la medaglia d’oro e insieme si sono abbracciati per festeggiare una vittoria condivisa e a lungo sognata. Il loro gesto ha fatto il giro mondo ed è stato celebrato sui social da milioni di spettatori.

La strada che ha condotto Tamberi e Barshim sul gradino più alto del podio parte nel 2017 a Parigi, durante la Diamond League del salto in alto. L’atleta marchigiano è reduce da un grave infortunio alla caviglia rimediato l’anno prima alle Olimpiadi di Rio de Janeiro e nella serata parigina non riesce a brillare. A consolarlo ci pensa un saltatore del Qatar, reduce come lui dallo stesso guaio fisico: “Non avere fretta, hai avuto un brutto infortunio eppure sei già di nuovo in Diamond League, nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Ora devi solo prenderti il tuo tempo”. Quell’atleta era Mutaz Barshim, per Tamberi, da quel giorno, solo Mutaz.

Quattro anni dopo, i due gareggiano allo Stadio nazionale di Tokyo. Entrambi saltano 2 metri e 37 centimetri commettendo lo stesso numero di errori complessivi. Bisogna procedere a oltranza, fissare l’asticella a 2 metri e 39 e poi scendere di un centimetro alla volta finché…


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