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Facebook dovrà pagare 5 miliardi di dollari per risolvere la disputa sulle violazioni della privacy. La Federal Trade Commission ha imposto a Facebook anche una serie di nuove restrizioni e di modifiche alla struttura aziendale.

La multa più salata. La multa da 5 miliardi che Menlo Park ha patteggiato, si legge nel comunicato dell’Antritrust Usa “è la maggiore mai imposta a una compagnia per violazione della privacy dei consumatori e quasi venti volte più pesante della multa più alta mai comminata per lo stesso motivo a livello mondiale”. Secondo FTC si tratta di una sanzione “oltre 200 volte di più salata rispetto alla multa precedente da record siglata per questioni di privacy in Usa e 20 volte più grande di quella imposta in Europa in base alla General Data Protection Regulation“.

Facciamo due conti

Facebook ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto in calo del 50% a 2,6 miliardi di dollari, proprio per effetto della maxi multa infertagli dalla Federal Trade Commission. Il social network aveva già stanziato 3 miliardi in previsione della multa nel primo trimestre e aveva annunciato che si aspettava un importo totale fino a 5 miliardi.

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Zuckerberg sarà personalmente responsabile

Secondo l’accordo, il founder e CEO di Facebook Zuckerberg dovrà certificare che la società è conforme alle nuove restrizioni sulla privacy. “Nonostante le ripetute promesse ai miliardi di utenti mondialiFacebook ha danneggiato le scelte dei consumatori – ha spiegato Joe Simons, presidente dell’FTC – l’ampiezza della multa da 5 miliardi e le indicazioni di condotta sono precedenza nella storia della FTC e hanno l’obiettivo non solo di punire le future violazioni, ma, cosa più importante, cambiare l’intera cultura sulla privacy di Facebook per diminuire la possibilità di nuove violazioni”.

Responsabili. Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, e altri dirigenti designati alla tutela della privacy saranno ritenuti personalmente responsabili del rispetto del patteggiamento siglato con la Federal Trade Commission americana ha detto sempre Joe Simons. In una conferenza stampa, Simons ha spiegato che certificazioni “false comporteranno per il CEO e altri conseguenze legali a titolo personale sul piano sia civile sia penale”.

Continua su: La super multa di 5 miliardi a Facebook: i conti in tasca, le reazioni, gli impegni

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