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  • In USA nel 2017 il 39% delle coppie eterosessuali intervistate da un ricercatore dell’Università di Stanford ha incontrato il proprio partner online, rispetto al 22% del 2009;
  • Nel Regno Unito tra il 2015 e il 2018 sono stati registrati un totale di 2.029 reati sessuali, dove le applicazioni di incontri online sono il denominatore comune delle denunce pervenute;
  • Per evitare episodi di catfishing, Tinder ha recentemente implementato la tecnologia Noonlight, un sistema basato su un servizio di geolocalizzazione che permette agli utenti di inviare una richiesta di aiuto in real-time in caso di situazioni di emergenza.

Alzi la mano chi tra di voi ha utilizzato Tinder, Bumble o qualsiasi altra applicazione di dating online nell’ultimo anno. Scommettiamo che siete in tanti? Non c’è nulla da vergognarsi, anzi, siamo nel 2020 e sembra che queste app siano semplicemente un modo come un altro per conoscere gente nuova e, con un po’ di fortuna, la propria anima gemella.

Sì, perché trovare l’amore su Tinder sembra una barzelletta ma in realtà è possibile, possiamo addirittura raccontare storie di coppie che si sono sposate dopo un primo appuntamento da incubo. 

Per molti millennial l’utilizzo delle applicazioni di dating online è diventato il modo piú semplice per ottenere un appuntamento, specialmente in USA come confermato da uno studio effettuato da un ricercatore dell’Universitá di Stanford: secondo i dati raccolti nel 2017, infatti,  il 39% delle coppie eterosessuali intervistate ha incontrato il proprio partner online, rispetto al 22% del 2009.

L’amore ai tempi delle app di dating non è più lo stesso (ma non c'è da aver paura) 7

Non è sempre oro quello che luccica

Sicuramente ti starai chiedendo “Perché io invece incontro solo casi umani?”. Ti possiamo rispondere tranquillamente di non preoccuparti, in quanto la maggior parte delle volte la fortuna ci volta le spalle.

“Ho incontrato persone fantastiche che in seguito sono diventate amiche, cosí come diverse frequentazioni, ma mai una relazione a lungo termine” afferma la scrittrice Madeleine Dore, una trentenne di Melbourne che ha usato app come Tinder, Bumble e OkCupid negli ultimi cinque anni, e che descrive i suoi appuntamenti come “esperienze che sembrano una scena in una commedia romantica” oppure dei “disastri assoluti”.

Un disastro assoluto che, purtroppo, non sempre ha a che fare solo con l’alito cattivo del partner, con i silenzi imbarazzanti o con il ghosting, ma può rivelarsi un vero e proprio incubo.

L’amore ai tempi delle app di dating non è più lo stesso (ma non c'è da aver paura) 8

 

Secondo i dati divulgati dalla polizia del Regno Unito, tuttavia, c’è un altro risvolto di questo fenomeno: il numero di reati sessuali che coinvolgono siti e app di incontri online è quasi raddoppiato negli ultimi quattro anni. Tra il 2015 e il 2018 infatti sono stati registrati un totale di 2.029 reati sessuali, dove le applicazioni di incontri online sono il denominatore comune delle denunce pervenute, con un aumento dei 329 casi del 2015 ai 658 casi del 2018.

Che cosa fanno le app di incontri per garantire la nostra sicurezza?

Dobbiamo premettere che le applicazioni di dating online hanno un problema di base per quanto riguarda la questione privacy e riconoscimento d’identità, perché molte delle persone che le utilizzano non vogliono che i loro dati personali (come il cognome) siano resi pubblici, ma preferiscono restare nell’anonimato.

Prendiamo ad esempio Tinder, che si rivolge principalmente a giovani single dai 18 ai 25 anni, in cerca di nuove persone da incontrare – e possibilmente senza impegno. L’aggiunta del cognome renderebbe tutto molto più serio, snaturando così la natura dell’app.

In realtá, esistono molteplici alternative per risolvere questo problema. Si potrebbe iniziare dall’obbligo per l’utente di caricare la foto del proprio documento d’identità al momento dell’iscrizione (come giáàaccade per i driver di Uber) per verificare che non si tratti di profili fake.

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Piú semplicemente, come già accade per diverse app, l’utente può collegare i propri profili social come Facebook e Instagram per condividere informazioni e foto aggiuntive, rendendo così il suo profilo “a prova di fake”. 

Purtroppo dopo lo scandalo di Cambridge Analytica il nostro caro Mark ha dovuto limitare l’accesso alle API degli sviluppatori, e questo ha portato le app di dating a permettere l’iscrizione indipendentemente da Facebook – quindi senza verifica dell’identità. Un effetto imprevisto della tutela della privacy.

Cosa puó accadere senza la verifica dei profili?

Ovviamente senza una conferma dell’identità chiunque può fingersi un’altra persona, caricando foto non proprie e usando nomi falsi. Questa attività ingannevole ha un nome specifico, ovvero catfishing, e chi la pratica viene definito catfish, tradotto “pesce gatto”.

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Questo termine è stato coniato negli Stati Uniti e si basa sulla metafora del pesce grande che mangia il pesce piccolo, ovvero un utente (il…


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Dario

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Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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