0


Lou Ottens, l’ingegnere olandese delle musicassette, è morto a 94 anni. Negli anni Sessanta, Ottens ha diretto lo stabilimento Philips di Hasselt che produsse i primi prototipi, presentati nel ’63 alla fiera IFA di Berlino.

Anche se lui non c’è più, la sua creatura, quelle scatolette di plastica piene di nastro magnetico riavvolto, hanno al contrario riacquistato salute. Non si può nemmeno dire, come vedremo, che abbiano smesso di produrle.

Le musicassette non sono mai state pensate per durare in eterno. Si smagnetizzano, si consumano, il nastro si può anche spezzare. A differenza di altri oggetti di antiquariato, come i vinili, il tempo e gli ascolti lasciano un segno prepotente. Ma sono più resistenti delle videocassette (vi prego, il revival dei VHS no), e nel consolidato mercato del vintage tra under 30 hanno trovato una nuova nicchia di interessati, che vaga tra mercatini e negozi dell’usato, in cerca dell’analogico perduto.

In Giappone, ad esempio, è caccia alle Type IV, le musicassette da registrazione che garantivano il suono più fedele. I collezionisti sono disposti a pagare molto più del loro valore originario, anche se i costi alla fine sono contenuti (10 dollari al massimo, però per cassetta e non per pacco).

Qui però dal 2018 le band più giovani fanno uscire delle edizioni solo in musicassetta dei loro album: il prezzo varia tra i dieci e i venti dollari. Il negozio Jimbocho Tacto di Tokyo ha ricavato uno scaffale solo per loro.

Nel 2019 è il turno dell’islandese Björk, che ripubblica in cassetta la sua discografia. L’anno scorso è toccato a Future Nostalgia di Dua Lipa. Mentre questo mese lo store TapHead ha rilasciato una tiratura limitata dell’album di debutto ‘Bleach’ dei Nirvana, già sold out.

@tristebeaner

we love radio static in the background ? #dualipa #dua #cassette


Leggi di più su:
it.mashable.com

Annunci

Leave a Reply

×

Benvenuto!

Ciao. Clicca sull'icona dell'operatore per aprire una chat.

×
Share via
Copy link