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  • I social network hanno cambiato tutto, anche l’approccio dei lettori ai libri
  • Tra le nuove figure emerse in questo panorama ci sono i book influencer e anche il marketing editoriale può trarre grande vantaggio dalle strategie digitali
  • Abbiamo raccolto alcuni esempi, in cui brand, autori e casi editrici hanno saputo unire libri e digital

“Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf”.

In uno dei suoi titoli più famosi (“Se una notte d’inverno un viaggiatore”), Italo Calvino invitava così il lettore a immergersi nella lettura. Come è cambiato il modo di leggere al tempo dei social? Come sono cambiati i gesti del lettore?

Sfogliare le pagine di un libro diventa un’esperienza sempre più “liquida”, con nuovi tempi e gesti che rendono possibile l’immersione in una storia: il fruscio della carta si accompagna ai tap sugli schermi, i contenuti di successo diventano crossmediali, le strategie di promozione optano per l’omnicanalità e i lettori si affidano ai book influencer per scegliere le proprie letture.

In questa esperienza di lettura sempre più pervasiva, i social media diventano ulteriori touchpoint per le diverse figure coinvolte nella filiera editoriale, in grado di creare delle vere e proprie community aggregate dallo stesso interesse, i libri. Negli ultimi decenni, uno tra i tanti social media a disposizione sta catalizzando, in particolare, l’attenzione dei lettori: Instagram.

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Editoria, Instagram e crowdfunding

Se possiamo definire i libri come specchi, così come ha fatto lo scrittore catalano Carlos Ruiz Zafón (nell’opera che lo ha reso famoso, “L’ombra del vento”), anche i social media si frappongono in questo riflesso e restituiscono l’immagine di una lettura multisensoriale, attraverso storie di 15 secondi e filtri che donano una nuova aura ai libri, nell’era della sua riproducibilità digitale.

Uno degli ultimi tentativi originali dell’utilizzo di Instagram inserito in una strategia di promozione editoriale spetta a bookabook, casa editrice italiana che sin dalla sua nascita nel 2004 ricorre al crowdfunding per la pubblicazione dei propri titoli. Per l’uscita de “L’Influenza del blu”, romanzo d’esordio di Giulio Ravizza,  la casa editrice ha realizzato un filtro Instagram dedicato, che può essere utilizzato visitando il profilo ufficiale @bookabook_it: l’utente verrà catapultato all’interno della scena clou del romanzo, diventando parte integrante del libro, e vedrà il proprio volto cambiare di colore alternando le tonalità cromatiche del blu e degli altri colori”, come spiegano gli stessi fondatori della casa editrice.

1582019321 516 L’editoria digitale e non che comunica con i filtri di -
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Il filtro aiuta il lettore ad immergersi nella storia, facendo perno proprio su un elemento caratterizzante di tutto il libro. In questo modo, Instagram diventa un primo punto di contatto con il contenuto, rendendo anche la fase di promozione del libro una vera e propria esperienza a servizio del lettore, che può diventare protagonista, anche se per pochi secondi, specchiandosi in un filtro.

Insomma, il libro scopre e riscopre nuove sensorialità anche attraverso i media digitali e in ogni fase della filiera editoriale: dalla produzione alla promozione, fino alla sua fruizione.

Un altro esempio di editoria legata al crowdfunding è quello che abbiamo utilizzato anche noi Ninja per la pubblicazione del Manuale Ninja del Web Marketing, insieme a Flacowski.

LEGGI ANCHE: Editoria indipendente, crowdfunding e self publishing: Enrico Flacowski ci spiega come diventare editore oggi

1582019321 235 L’editoria digitale e non che comunica con i filtri di -
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Le InstaNovels della New York Public Library

Prima ancora del filtro realizzato da bookabook, tutti i lettori accaniti e gli amanti di Instagram ricorderanno le InstaNovels: un modo innovativo di utilizzare le Instagram Stories realizzato dalla New York Public Library sul proprio account ufficiale @nypl, ideato con l’agenzia Mother in New York, che ha adattato i grandi classici della letteratura al formato digitale, effimero e verticale delle storie di Instagram.

Scelte che mostrano la ricerca di un connubio tra cartaceo e digitale, letture profonde e frammentate, tempi morti e tempi ricercati da dedicare alla lettura, mirati a conquistare generazioni di lettori giovani e immersi nell’ambiente digital.

Le storie ideate dalla NYPL rappresentano un caso di studio importante, un esempio fondamentale nella sua semplicità, per comprendere quanto il cambiamento coinvolga non solo i formati e i media ma anche la gestualità dei lettori e non lettori, il tempo dedicato alla lettura che si integra alle attività online e offline.

LEGGI ANCHE: InstaNovel. La letteratura al tempo dei social

Einaudi e il motore di ricerca a prova di ipocondriaco

I social media e, in senso più ampio, i media digitali hanno ridefinito le…


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