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Se vi state chiedendo come mai oggi i social sono pieni di messaggi scritti in maiuscolo, è perché il 22 ottobre è la giornata mondiale del Caps Lock.

Ma non è una vera e propria celebrazione del pulsante a sinistra della nostra tastiera. Si tratta effettivamente di una presa in giro. Tutto nasce nel 2000 quando l’informatico Derek Arnold, stufo di leggere in rete messaggi in maiuscolo, decide di celebrare il 22 ottobre invitando gli utenti a scrivere con il tasto Bloc inserito.

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In molti, della stessa opinione di Derek, hanno deciso negli anni di ricordare questa data. L’eco di questa giornata è cresciuta talmente tanto da far nascere un proprio sito ufficiale e da avere un ampio spazio su Twitter.

Caps Lock in un click

Il tasto che tutti conosciamo Bloc Maiusc è apparso la prima volta sulla tastiera IBM nel 1984.

In seguito, sul web, si è fatta strada la convinzione che per farsi notare, non potendo usare il corsivo, il colore o la dimensione, il metodo più appariscente fosse proprio usare i caratteri in maiuscolo. Nato come segno di distinzione per sottolineare unicità o particolare importanza, nel tempo si è invece trasformato in elemento di disturbo.

La maggior parte di noi prova infatti fastidio nel leggere commenti, opinioni altrui o messaggi scritti in questo modo. Il motivo è semplice: le lettere in maiuscolo ci fanno pensare a qualcosa di urlato, ad una frase gridata, ad un’accusa o ad un affronto. E questo ovviamente non piace a nessuno. Sulle piazze dei social è facile che ciò che scriviamo venga mal recepito: una virgola al posto sbagliato, i puntini di sospensione buttati a manciate qua e là e di libera interpretazione, una frase costruita male. Già non è semplice codificare in modo corretto tutti i pensieri che affidiamo alla tastiera, perché provocare ulteriori fastidi e fraintendimenti dando l’impressione di urlare i nostri pensieri?

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In questo senso va interpretata la giornata del Caps Lock: prendere in giro e tentare di irritare allo stesso modo proprio quegli utenti che abusano di questo tasto. Illuminandoli magari sull’uso corretto della tastiera e delle “regole” di buona comunicazione attraverso lo schermo.

Ma non solo il 22 ottobre: negli Usa anche il 28 giugno si celebra una seconda giornata del Caps Lock. Ribattezzata Billy Mays in onore del presentatore di televendite scomparso nel 2009 e che, come nella sua versione italiana di Roberto “il Baffo” da Crema, sembrava parlasse con il tasto maiuscolo sempre inserito.

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Dunque, ironizziamo pure su questa giornata ma ricordiamo di usare il Bloc Maiusc con parsimonia. Una volta potrebbe essere d’aiuto per enfatizzare il messaggio ma se si esagera potremmo finire nell’affronto e nella provocazione. Ovviamente sempre da tastiera, perché la realtà è tutto un altro tasto.




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